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YOUTUBE Venezuela, manifestanti lanciano “puputov”: bombe di escrementi

YOUTUBE Venezuela, manifestanti lanciano "puputov": bombe di escrementi

YOUTUBE Venezuela, manifestanti lanciano “puputov”: bombe di escrementi

CARACAS – I manifestanti ormai stremati del Venezuela lanciano una nuova “guerra” con le uniche armi a loro disposizione: gli escrementi. La loro “bomba” ha anche un nome: è stata subito battezzata “puputov”, un neologismo nato dalla semplice associazione delle parole molotov e pupù.

“Loro hanno i lacrimogeni, noi abbiamo la merda”, questo lo slogan lanciato durante l’ennesima battaglia di piazza fra la Guardia Nazionale e i manifestanti, che protestano contro il progetto di Assemblea Costituente lanciato dal presidente Nicolas Maduro e bocciato come incostituzionale dal Parlamento, in mano all’opposizione.

E mentre su Twitter l’hashtag #puputov sta facendo sempre più tendenza, la responsabile per le politiche giudiziarie del governo, Maryelis Valdez, ha detto che chiunque getta escrementi contro le forze dell’ordine si rende colpevole di uso di un’arma biologica, cosa proibita dalle norme locali ed internazionali.

“L’uso di queste armi, e gli escrementi sono un’arma biologica, rappresenta un rischio per tutta la comunità, poiché non solo colpiscono la persona contro cui sono lanciate, ma anche l’intera area dove si usano e possono causare gravi malattie”, ha spiegato Valdez.

Ma se l’establishment paragona gli escrementi dei manifestanti alle armi chimiche, dal presidente del Parlamento venezuelano, Julio Borges, dell’opposizione, arriva un’accusa molto più pesante: decine di manifestanti arrestati durante le proteste di piazza sarebbero stati processati da tribunali militari, il che costituisce una violazione della Costituzione nazionale.

“In qualsiasi parte del mondo il fatto che si usino tribunali militari per processare giovani manifestanti equivale a dire che si tratta di una dittatura”, ha detto Borges, aggiungendo che “la nostra Costituzione è chiara, e ordina che i tribunali militari si occupino solo di casi in cui l’imputato è un militare in servizio. Un civile non può essere giudicato da un tribunale militare”.

Secondo l’Ong Foro Penale Venezuelano (Fpv), almeno 70 manifestanti arrestati durante proteste antigovernative sono stati deferiti alla giustizia militare. Human Rights Watch ha denunciato questa procedura, definendola “barbara” e sottolineando che si tratta di “una manovra grossolana per controllare questi processi, che comunque non rispettano gli standard internazionali in materia di diritti umani”.

La stessa Valdez ha risposto che l’uso della magistratura militare è lecito, in base a una norma nota come “l’attacco alla sentinella”, creata per tutelare i militari che proteggono la sicurezza pubblica.

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