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Cibi: fino a quando si possono mangiare quelli scaduti

ROMA – Cibi scaduti, si possono mangiare anche dopo la data indicata sulla confezione? Alcuni sì, come biscotti e cracker, altri no, come gli affettati in busta, per altri ancora il consumo andrebbe addirittura anticipato, come nel caso del salmone affumicato e delle uova.

I consigli sono quelli della specialista in medicina interna e nutrizione Sara Farnetti, che ha spiegato ad Alessandra Dal Monte del Corriere della Sera quali alimenti vanno mangiati subito e quali no, con una premessa:

“Alcuni alimenti possono essere tranquillamente consumati dopo la data di scadenza, e sono quelli che sull’etichetta riportano la scritta “da consumarsi preferibilmente entro”. Quella dicitura indica che il produttore garantisce la massima qualità del prodotto entro quella data, ma non significa che in seguito i cibi siano da buttare. Riso e pasta, per esempio, dopo quella data perderanno parte delle proprietà organolettiche, ma non faranno male. Bisogna solo stare attenti alla conservazione: in luogo fresco e asciutto. La cottura, in ogni caso, elimina eventuali batteri. Questi alimenti vanno buttati solo in presenza degli insetti”.

Vediamo allora alimento per alimento i consigli della dottoressa.

  • Pasta fresca confezionata: ha come data di scadenza riportata sulla confezione 30 o 60 giorni. Si può consumare fino a 5-6 giorni dopo senza rischi, previa cottura.
  • Biscotti, cracker, grissini e prodotti da forno: essendo secchi, non presentano rischi se mangiati dopo la data di scadenza. Tutt’al più perderanno aroma e fragranza.
  • Frutta e verdura: l’insalata in busta ha una scadenza di 7 giorni, ma è meglio consumarla entro il quinto giorno, perché il rischio che si deteriori è alto. Per quanto riguarda i prodotti freschi, bisogna osservarli (colore della buccia, stato del picciolo, stato delle foglie) e valutare di caso in caso.
  • Latte e yogurt: il latte fresco si può consumare anche uno o due giorni dopo la scadenza, lo yogurt può essere mangiato anche una settimana dopo la scadenza, ma più si aspetta più il contenuto in fermenti lattici diminuisce.
  • Uova: le uova hanno una scadenza di 28 giorni ma il consiglio è di anticiparla a venti per evitare il rischio di salmonella.
  • Affettati in vaschetta: la scadenza va rispettata per evitare l’insorgenza di batteri.
  • Salmone affumicato: la scadenza va anticipata, meglio consumarlo una decina di giorni prima di quella indicata sulla confezione.
  • Salse e conserve: la maionese vanno consumate entro la data di scadenza, perché ha ingredienti a rischio come le uova. Stesso discorso per le conserve se si vuole mantenere l’equilibrio degli ingredienti.
  • Scatolame: vanno bene anche dopo la data di scadenza. L’unico accorgimento è di non mangiare il contenuto di quelle ammaccate perché l’ammaccatura potrebbe nascondere un foro, e quindi il prodotto non sarebbe più sicuro.
  • Formaggi: per quelli stagionati non ci sono problemi, finché non compaiono muffe si possono mangiare. Quelli freschi, invece, devono essere consumati prima della scadenza indicata.
  • Succhi di frutta: la scadenza va rispettata altrimenti irrancidiscono.

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