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Mangiare insetti, la tendenza del futuro è già realtà in Francia e Olanda

ROMA – Il futuro dell’alimentazione? Pare proprio siano gli insetti. Ricchi di proteine, aminoacidi, sali minerali, grassi buoni e vitamine (A e B2), nel mondo sono già oggi sulla tavola di due miliardi di persone, e la consuetudine si sta diffondendo. I prezzi sono ancora alti (dai 5 ai 200 euro per un chilo di grilli commestibili), ma entro il 2020 questo mercato di espanderà al punto da valere 280 milioni di euro solo in Europa.

Ormai a consumare mosche e cavallette non sono più solo Paesi come la Cina, l’Australia, i Paesi dell’Africa subsahariana o quelli del Sudest asiatico. I Paesi Bassi, per esempio, sono il primo produttore europeo di insetti commestibili, e ne assicurano la tracciabilità. La Francia sta seguendo l’esempio. Qui, riferisce Italia Oggi,  a Melun capoluogo del dipartimento Seine-et-Marne, nella regione dell’Île-de-France, Jimini’s produce snack per aperitivo con insetti allevati in Thailandia e barrette energetiche a base di farina di cavallette e frutta secca, mela e cannella, che vengono vendute a Londra da Selfridges. Jimini’s è uno dei principali produttori europei di alimenti a base di insetti.

In Francia c’è anche Micronutris, che a Tolosa alleva vermi della farina e grilli per produrre biscotti, pasta e pop-corn. Nel dipartimento dello Jura, in Borgogna, si trova la prima fabbrica francese di allevamento e trasformazione di insetti completamente automatizzata, la Ynsect, che oltre a produrre alimenti a base di insetti appena la normativa verrà definita entrerà nel settore della chimica verde con biomateriali. Ma gli esempi non finiscono qui:

Entomo Farm ha inventato un box chiavi in mano di 28 metri quadrati destinato alle industrie agroalimentari. Autonomo e trasportabile permette loro di disporre di una propria produzione. Oltre a una moltitudine di piccoli allevatori di insetti per l’alimentazione in Europa, i principali attori del settore dell’entomocoltura si trovano nei Paesi Bassi, in Canada, e in Africa del Sud. E per la maggior parte producono farine a base di mosche spesso alimentate con rifiuti biodegradabili.

 


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