Blitz quotidiano
powered by aruba

Olio di palma, Nutella lo difende e anche il ministero dell’Agricoltura

ROMA – Dopo le crociate contro l’olio di palma, in campo a difenderlo arriva la Ferrero. L’azienda produttrice della Nutella infatti è scesa in campo sostenendo che i consumatori sono inutilmente spaventati, sottolineando inoltre che l’olio di palma utilizzato nei loro prodotti è di qualità e soprattutto prodotto in modo sostenibile e rispettoso della natura e del lavoro delle comunità contadine. Una battaglia lanciata da Ferrero e che trova l’appoggio del ministero dell’Agricoltura, con il viceministro Andrea Olivero che si dice contrario alla demonizzazione nei confronti dell’olio di palma.

Paolo Griseri su Repubblica scrive che quello contro l’olio di palma, secondo il viceministro Olivero, sembra un vero e proprio complotto. Una paura irragionevole che ha portato diverse aziende italiane a inserire nelle loro etichette e nei messaggi pubblicitari la dicitura “senza olio di palma”:

“Nel suo spot per i 70 anni, l’azienda produttrice di Nutella ha deciso di andare contro corrente: “Siamo in grado di produrre i nostri prodotti utilizzando l’olio di palma perché dal punto di vista della sostenibilità ambientale il nostro olio è migliore di quelli utilizzati dai concorrenti”, dice Alessandro d’Este, presidente e ad di Ferrerocommerciale Italia. Al convegno interviene accanto a scienziati e medici, anche Chiara Campione, di Greenpeace Italia: “Abbiamo lavorato e stiamo lavorando sia con i produttori di olio di palma in Indonesia sia con le grandi aziende che utilizzano l’olio”, spiega Campione.

Secondo Greenpeace “il modello di rapporti che abbiamo messo a punto con Ferrero come con altre grandi aziende è un modello virtuoso”. Il tema delle deforestazione legata alla produzione dell’olio “riguarda piuttosto le migliaia dei piccoli produttori che non lavorano per grandi aziende”. Quando Segolene Royale aprì la polemica contro la Nutella, lo fece proprio invocando i rischi della deforestazione: “E poi dovette scusarsi – aggiunge Campione – perché è inutile che noi lavoriamo insieme alle aziende per creare modelli virtuosi e successivamente lasciare che vengano veicolate delle generalizzazioni”.


PER SAPERNE DI PIU'