Cucina

Pizza, Slow Food e Ferrarelle: quando la pizza divenuta cult

Pizza, Slow Food e Ferrarelle: quando la pizza divenuta cult

Pizza, Slow Food e Ferrarelle: quando la pizza divenuta cult

ROMA – La pizza è una risposta democratica e sostenibile al bisogno di sfamarsi: pochi cibi sono altrettanto in grado di soddisfare insieme le esigenze del gusto e quelle del benessere, a costi accessibili per tutti e senza pesare eccessivamente sulle risorse del pianeta.

Un alimento del genere non poteva quindi rimanere estraneo ai percorsi di Slow Food, anche in forza della sua popolarità e dei significati che assume per noi italiani come cibo quotidiano.

Quale location migliore per parlarne che La Città della Pizza, a Roma, format ideato da Vinòforum e organizzato in collaborazione con Ferrarelle, dove pizzaioli, studiosi e giornalisti del settore si sono dati appuntamento per parlare dell’evoluzione della pizza, delle nuove tendenze e dell’eccellenza agroalimentare?

L’incontro Pizza Slow. Quando la pizza diventa un cult, è un’occasione per illustrare il percorso di Slow Food Italia e Ferrarelle a partire dal libro Pizza. Una grande tradizione italiana per arrivare all’executive master Pizza Culture, corso di perfezionamento in scienza, cultura e management della pizza.

Il master, di prossima realizzazione, si rivolge ai pizzaioli professionisti di tutto il territorio italiano, rappresentanti di quest’eccellenza nazionale e alleati della biodiversità alimentare.

“La proposta formativa è frutto della sinergia tra Slow Food Educazione, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Ferrarelle, con l’obiettivo di fornire un percorso di perfezionamento gastronomico, forti del know how maturato sui temi della sensorialità e della valorizzazione delle materie prime alla base di un piatto buono, pulito e giusto”, afferma Francesca Rocchi, Vicepresidente di Slow Food Italia.

Il master, riservato a un massimo di 30 partecipanti, si articola in 35 ore di formazione nell’arco di cinque giorni e prevede più edizioni nel corso dell’anno. L’approccio multidisciplinare adottato consente agli studenti di acquisire gli strumenti per distinguere i fattori di qualità delle materie prime. A partire dalla biodiversità di cereali da cui provengono le farine, per analizzare gli aspetti nutrizionali di olio, pomodoro, mozzarella e acqua minerale, le fasi e le tecniche di produzione, i contesti geografici e le informazioni in etichetta, senza tralasciare gli elementi relativi alla chimica e alla microbiologia dei prodotti.

Grazie all’esperienza dei Master of Food, i partecipanti sviluppano una maggiore consapevolezza nell’utilizzo dei sensi, per impiegarli con confidenza e sicurezza nel valutare le caratteristiche dei prodotti e proporre i migliori abbinamenti con vino, birra e acqua. Visite ai mulini del territorio e testimonianze di maestri pizzaioli integreranno le ore di lezione in aula.

Sulla base di questo impegno nel divulgare l’approccio slow, sia dal punto di vista didattico che professionale, si rinnova la collaborazione con Ferrarelle, da sempre dedita alla promozione di una corretta cultura dell’acqua minerale e al rispetto dei più alti standard in tema di qualità. All’interno del master, anche all’acqua minerale sarà dedicato un momento di approfondimento, poiché nell’ambito delle scienze gastronomiche, oltre che nella dieta quotidiana, ricopre anch’essa un ruolo imprescindibile, essendo fonte insostituibile di vita, alimentazione e salute.

“Il supporto al master Pizza Culture ci consente di proseguire il percorso intrapreso a sostegno dell’eccellenza gastronomica in ambito pizza, cibo che è da sempre per Ferrarelle il miglior connubio”, afferma Annalisa Altini, Responsabile Trade Marketing Ferrarelle SpA. “Siamo inoltre convinti che la rinnovata collaborazione con Slow Food all’insegna di un’offerta formativa unica nel panorama accademico gastronomico italiano contribuirà a imprimere sul marchio e sull’azienda Ferrarelle un ulteriore forte segno di premiumness per consumatori e clienti”.

Ferrarelle arricchisce così il percorso dedicato alla divulgazione della pizza, già avviato con la pubblicazione del libro Pizza. Una grande tradizione italiana di Slow Food Editore.

L’opera, curata da Antonio Puzzi e arricchita da approfondimenti a cura di esperti e scrittori del calibro di Sabino Berardino, Tullio De Mauro, Ettore Guerrera, Antonio Mattozzi, Marino Niola, Luciano Pignataro e Monica Piscitelli, è un vero e proprio sussidiario della pizza che spazia dalla linguistica all’antropologia, dalla storia alla geografia, frutto di un lavoro di ricerca e di riflessione dei singoli autori che diventa un’opera corale quando si lascia spazio ai veri protagonisti: i pizzaioli e le loro botteghe, che Slow Food racconta dando largo spazio a immagini e ricette.

Oltre ai consigli per scegliere gli ingredienti di base di questo piatto – acqua, sale, farina e lievito – e per combinarli in modo da ottenere l’alchimia perfetta, unitamente ai prodotti di eccellenza per il condimento e la farcitura, il volume propone per la prima volta anche 16 storie illustrate di locali simbolo, con le loro migliori ricette, e soprattutto 386 indirizzi dove mangiare una buona pizza lungo tutta la penisola.

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