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Prezzo del pesce in caduta libera: triglie a 10 centesimi, gallinelle a 50

ROMA – Crolla il prezzo del pesce, triglie a 10 centesimi. Allarme di Coldiretti Impresapesca: “Italia invasa dai prodotti stranieri, così il settore è a rischio”. Dopo la fine del blocco alla pesca nell’Adriatico i prezzi, che sarebbero dovuti risalire, sono invece crollati vertiginosamente. Il caso limite è proprio quello delle triglie a 0,1 euro al chilo, mentre il prezzo delle gallinelle può scendere fino a 0,5 euro, nonostante si tratti di prodotti di qualità e dalle importanti proprietà nutrizionali, essendo ricchi, fra l’altro di Omega3.

Con questo crollo dei prezzi il pesce italiano è a rischio crac dopo che negli ultimi 30 anni ha già perso il 35 per cento delle imbarcazioni da pesca e 18.000 posti di lavoro, mentre due pesci su tre fra quelli consumati in Italia ormai vengono dall’estero. Denuncia la Coldiretti: “Dal pangasio del Mekong venduto come cernia al filetto di brosme spacciato per baccalà, fino all’halibut o alla lenguata senegalese commercializzati come sogliola, la frode è in agguato sui banchi di vendita, anche perché al ristorante non è obbligatorio indicare la provenienza”.

Come scrive Luigi Grassi per La Stampa:

Da qui l’invito di Coldiretti Impresapesca a sostenere la filiera ittica made In Italy acquistando direttamente dai produttori o nei mercati ittici a chilometro zero, a partire da quelli di Campagna Amica. Da ricordare che mentre il fermo pesca è finito in Adriatico, resta in vigore fino al 16 ottobre lungo le coste dello Ionio, del Tirreno e del MarlLigure, da Brindisi ad Imperia. Lungo queste coste è più alto il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotti stranieri o scongelato che vengono spacciati per freschi.

 


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