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Dagospia: se Maria Elena Boschi va in Congo al posto della Mogherini, Marianna Madia riporterà a casa i marò?

Dagospia: se Maria Elena Boschi va in Congo al posto della Mogherini, Marianna Madia riporterà a casa i marò?

- di Redazione Blitz

Secondo Dagospia, il ministro degli Esteri Federica Mogherini era pronta a volare in Congo per prendere i 31 bambini congolesi e portarli dai loro genitori adottivi italiani (24 famiglie), ma il premier Matteo Renzi l'ha stoppata e ha preferito "concedere la passerella mediatica alla sua first lady preferita Maria Elena Boschi". Decisione che sarebbe "avvenuta a completa insaputa dei funzionari del ministero degli Esteri che per mesi hanno condotto trattative complicatissime per convincere i congolesi a consegnare i bambini ai loro genitori adottivi italiani". La Boschi, atterrata in Italia, ha esibito una treccina che le è stata fatta in volo da una bambina congolese. Il sito di Roberto D'Agostino ha notato l'anomalia: come mai è il ministro delle Riforme a prendersi il merito (almeno fotografico) di una vicenda di competenza del ministero degli Esteri? Chiosa Dagospia: "Se la Boschi va a prendere i bambini del Congo, la Madia riporterà a casa i Marò?". "La Mogherini si consola con Re Giorgio: d'accordo con il Quirinale ha deciso di rimuovere prossimamente il segretario generale della Farnesina Michele Valensise che ha accettato la destinazione dell'ambasciata di Berlino. Al suo posto, in ballo una terna di candidati: Ragaglini, Terracciano e un terzo ambasciatore ancora coperto. Nel suo recente viaggio americano, la Casa Bianca avrebbe chiesto alla Mogherini di sostituire l'ambasciatore italiano alla Nato, Gabriele Checchia".
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Dagospia: Renzi critico sul 3%? Padoan stava per dimettersi, fermato da Napolitano  Il governo Renzi chiede la fiducia al Senato

Dagospia: Renzi critico sul 3%? Padoan stava per dimettersi, fermato da Napolitano

- di Redazione Blitz

Secondo Dagospia il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan stava per dimettersi dopo che il premier Matteo Renzi ha messo in discussione il vincolo del 3% deficit/Pil. È dovuto intervenire Giorgio Napolitano a scongiurare un gesto che avrebbe messo in crisi il governo del sindaco di Firenze. Il sito di Roberto D'Agostino riferisce inoltre che le dimissioni in tasca ce l'ha anche mister Spending Review, Carlo Cottarelli, irritato da Renzi quando ha detto "sui tagli decido io": Sostenere che il capo dello Stato è a dir poco sgomento per l'attivismo parolaio di Superbone Renzi, arrivato appena un mese fa alla guida del governo, non si è distanti dalla verità [...] a rendere inquieto il presidente della Repubblica sono innanzitutto gli annunci-spot (a raffica) che arrivano da palazzo Chigi su temi delicati (l'economia) e istituzionali (riforma elettorale e del Senato). [...] Un bla-bla programmatico che ha già provocato qualche maldipancia al neo responsabile dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Sul vincolo europeo del 3% messo in discussione (sempre a parole) dal premier Renzi, Padoan stava per rassegnare le dimissioni. L'ex consulente della Banca Mondiale ed ex capo economista all'Ocse non ha alcuna intenzione, almeno a dare ascolto ai suoi collaboratori, di perdere la faccia (e la stima) di fronte ai suoi colleghi internazionali per dare corda (e fiato) al futuro statista di Pontassieve. Padoan non ha gradito nemmeno le accuse rivolte da Renzi al suo predecessore Maurizio Saccomanni che avrebbe "barato" sui conti pubblici. E, ancora una volta, il Quirinale ci ha dovuto mettere come si dice a Roma "una pezza".
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