Blitz quotidiano
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Emilio Fede, la lettera dell’ex addetta stampa a Dagospia

ROMA – Fernanda Elena Gozzini, per vent’anni addetta stampa di Emilio Fede, scrive una lettera-denuncia a Dagospia. “Venti anni difficili, impegnativi”, spiega, “ma da me portati avanti con serietà e passione”.

“Caro Dago , dopo tanti mesi di silenzio mi è tornata tanta voglia di raccontare…. Il titolo del mio racconto potrebbe essere “Ed ora parlo io” ma non vorrei che per molti significasse da parte mia una sorta di rivalsa nei confronti di una azienda e di persone con le quali ho vissuto una vita di lavoro – solo 25 anni – e con le quali credevo di avere avuto un ottimo rapporto di fiducia reciproco.

Fino ha quel giorno, anzi fino a quei giorni: il primo lo ricordo come ora, era il 28 marzo 2012, mercoledì. Da vent’anni io lavoravo con Emilio fede. Ero l’addetta stampa del Tg4 e del suo Direttore. Venti anni difficili, impegnativi, ma da me portati avanti con serietà e passione. Con soddisfazione di tutti. Ma quel 28 marzo Fede fu rimosso dal Tg4 per le note vicende giudiziarie. La frittata era ancora calda che dopo 24 ore ricevo una chiamata dall’ufficio comunicazione.

“È meglio se vieni qui a Cologno”, senza aggiungere altro. Sono andata a Cologno il venerdì 30 marzo in fretta e furia, cartoni con vent’anni di lavoro. Due mesi di nulla, ignorata e isolata da tutti, da tutti coloro che fino al giorno prima mi elogiavano e quasi ringraziavano per aver resistito tanti anni con un Direttore esigente e difficile che prima di me aveva cambiato più di una addetta stampa.

Due mesi di isolamento e poi nuovamente all’inferno. Riassegnata a Fede che aveva ottenuto un altro incarico in Azienda. Altri due anni di solitudine, demansionata a fare un lavoro di pseudo segreteria che non mi competeva ne’ in base al contratto tantomeno al mio alto profilo professionale, abbandonata dall’Azienda in balia di un ex Direttore che riversava su di me i suoi rancori e tutte le sue problematiche. Perché non impiegarmi su altri programmi o altri personaggi? Ogni mio tentativo di contatto con la dirigenza veniva respinto o ignorato…Fino ha quel giorno, un altro giorno, il secondo di una seconda rimozione. Il 30 ottobre 2014.

“È finita con Fede, finisce anche con te”. Queste le spietate assurde parole del Capo del Personale il giorno dopo la seconda rimozione di Fede per ulteriori problemi giudiziari con l’Azienda. Fatto fuori lui, fatta fuori io. Senza motivo, senza un perché, lasciata in strada dalla sera alla mattina, disattivato il badge che per 25 anni mi permetteva di entrare a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno. Per subire un simile trattamento mi avevano forse accomunato ai guai di Fede? Io non ero assunta, da sempre collaboratrice…

Se così si può dire, nel mio caso molto speciale visti gli obblighi di orario e di presenze a cui dovevo sottostare e quindi nessuna tutela. Mi sono ammalata di una seria patologia causa stress e dispiacere che mi ha costretta per riprendersi a cure e terapie importanti.

(PER LEGGERE L’INTERVISTA COMPLETA SU DAGOSPIA CLICCA QUI)