I giovani del PD al Lingotto. Luca Sofri: c’è bisogno di leadership (ma manca un candidato)

Si sono ritrovati al Lingotto di Torino i Piombini del Partito Democratico. Sono gli under 40 che chiedono spazio nel partito per i giovani, ricambio della classe dirigente, chiarezza e trasparenza nella gestione del partito e scelte decise sulla questione della laicità.

Tra loro i più in vista sono Pippo Civati, consigliere regionale in Lombardia; Debora Serracchiani, campionessa di preferenze nel nordest; Ivan Scalfarotto, il candidato outsider che sfidò Prodi alle primarie, e il blogger e giornalista Luca Sofri.

Seppur i Piombini (il nome viene da un precedente incontro a Piombino) utilizzino molto i blog e la rete per comunicare e organizzarsi, a due giorni dalla loro iniziativa mancano ancora nei loro siti analisi e riflessioni sulla due giorni del Lingotto. Pesa sicuramente su questo silenzio la mancata individuazione di un candidato che si faccia interprete delle loro istanze (anche se è circolato molto il nome del sindaco di Torino Sergio Chiamparino). E per ora è solo Luca Sofri, in un lungo post in 12 punti, a fare un punto sulla due giorni di Torino.

Sul blog Sofri affronta la questione della leadeship, in contrapposizione alla Serracchiani che non intende candidarsi – come avrebbero voluto molti Piombini – e che sembra più orientata ad appoggiare Franceschini: “E una delle poche cose che sbaglia Debora Serracchiani nelle sue elaborazioni è l’uso (secondo me sbadato, e utile a una sua scelta) di espressioni come “non abbiamo bisogno di un Messia”. Perché invece un Messìa è una cosa fantastica, e ne avremmo un gran bisogno, e l’ultima volta che ne è venuto uno vero ci ha insegnato un sacco di cose, e se non arrivava lui quelle cose mica le imparavamo e le costruivamo da soli appoggiando San Tommaso. Un leader vero, una persona che guidi un progetto, che ne sia il comunicatore convincente, che ne sia modello, è un dono benedetto per qualunque causa”.

Ma anche c’è anche spazio per gli obiettivi generali: “c’è una differenza di visione tra me e Debora Serracchiani su una cosa. Lei pensa che l’obiettivo sia cambiare il PD, subito, e sta cercando il mezzo. Io penso che l’obiettivo sia cambiare l’Italia, col tempo, e che il Pd debba esserne un mezzo. Lei è concreta e io scemo, direte voi, e capisco la posizione: capisco anche quella di Debora in effetti. Ma sarà che sto invecchiando – anche se i lettori del presente blog conoscono da tempo questa mia inclinazione – io penso lucidamente che “turarsi il naso” o comunque ogni sacrificio delle proprie intenzioni per scongiurare mali peggiori si siano dimostrate strategie perdenti. Ripeto: perdenti”

Scrive tra l’altro Luca Sofri che Franceschini e Bersani venivano da “un altro mondo” rispetto alla platea che li ascoltava. Leader vero dei Piombini potrebbe essere Pippo Civati forte anche di un “radicamento sul territorio” anche se risulterebbero probabilmente insormontabili “gli ostacoli costruiti a barriera di una simile candidatura, attraverso il funzionamento di circoli, tessere, regolamento e partito”.

Alla fine, suonano quasi amare le conclusioni di Sofri, “vorrei una scelta che mi convinca, e non la vedo. E non appoggio e men che mai promuovo scelte che non mi convincono”.

Si capirà nei prossimi giorni se dai giovani del PD verrà fuori una candidatura per la segreteria o se qualche esponente di spicco del partito si farà interprete delle loro istanze.

29 giugno 2009 | 21:06   Letto 269 volte   


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