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Bus e treni locali agli stranieri. Boom di shopping estero

Bus e treni locali, le mani dei privati stranieri sul trasporto pubblico. Che coincide con il boom 2015 di shopping estero su imprese italiane

ROMA – Il boom di shopping straniero su imprese italiane ha il suo focus su bus e treni locali che fanno gola a grandi gruppi stranieri, francesi e tedeschi in testa. Il trasporto pubblico di Cremona parlerà tedesco. Arriva Italia, dal 2010 di proprietà delle Ferrovie tedesche (Db), ha rilevato il 51% non ancora posseduto di Km, società messa in vendita da Aem Cremona tramite una gara.

Arriva Italia, che opera nel settore del trasporto locale in diverse province italiane, possedeva già il 49% della società del trasporto pubblico locale, che ha un fatturato annuo di 11 milioni di euro, dispone di una flotta di 100 autobus e impiega 111 dipendenti.

La Regione Toscana affida ai francesi di Ratp la gestione dell’intera rete pubblica di bus e treni. Nel Lazio piccoli centri come Palestrina hanno già scelto la stessa strada, con Ratp che ha messo anche Roma nel mirino. Del resto – come dice Leopoldo Montanari, ad di Arriva Italia, “noi facciamo utili ovunque operiamo” – l’efficienza straniera si confronta con una gestione nazionale che spesso, invece di garantire il diritto al trasporto, è solo “palestra del clientelismo politico, sindacale e manageriale” (Diodato Pirone sul Messaggero).

Una spesa che ci costa, per bus e treni locali, 5 miliardi l’anno di soldi pubblici, utili soprattutto i bilanci disastrati di oltre 10mila società pubbliche (o private convenzionate).

Shopping estero su imprese italiane. Nel 2015 ammontano a 28 miliardi gli investimenti stranieri in Italia, il 55% del mercato m&a italiano (fusioni ed acquisizioni). 179 operazioni su un totale di 506 operazioni concluse( rapporto Kpmg). Unimpresa certifica che è in mani straniere il 51% delle società per azioni quotate in Borsa. Ultima cospicua acquisizione in vista riguarda la catena di el Boscolo: il fondo Usa Blackstone corteggia il gruppo alberghiero alle prese con il piano di ristrutturazione dei 320 milioni di debiti: la proprietà vuole 80 milioni per dare il via libera.