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Ue-Cina. S&D, a Pechino no a status economia di mercato

I socialdemocratici europei sono "fermamente contrari al riconoscimento automatico" alla Cina dello status di economia di mercato. I socialdemocratici europei sono "fermamente contrari al riconoscimento automatico" alla Cina dello status di economia di mercato. Lo ha detto Alessia Mosca, eurodeputato Pd, membro della commissione Commercio Internazionale e responsabile S&D delle relazioni commerciali.

BELGIO, BRUXELLES – I socialdemocratici europei sono “fermamente contrari al riconoscimento automatico” alla Cina dello status di economia di mercato.

Lo ha detto Alessia Mosca, eurodeputato Pd, membro della commissione Commercio Internazionale e responsabile S&D delle relazioni commerciali. Il gruppo dei Socialisti e Democratici all’Europarlamento ha redatto un documento sulla questione.

Il documento ritiene “che la Commissione europea – ha spiegato Mosca – debba affrontare questa decisione di concerto con i partner dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e con le altre istituzioni europee e, in ogni caso, chiediamo esplicitamente a Commissione e Consiglio che, parallelamente, si dia nuovo slancio al processo di riforma degli Strumenti di Difesa commerciale, senza i quali saremmo assolutamente impreparati a una decisione favorevole alle richieste cinesi”.

Sul tema è intervenuta anche Patrizia Toia, capo-delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo e vice-presidente della commissione Industria: “Con questo documento vogliamo soprattutto dare voce alle preoccupazioni delle industrie europee: il nostro non è un atteggiamento protezionista ma attento al rispetto di una competizione leale, che allo stato attuale non esisterebbe dato che la Cina rispetta solo uno dei cinque criteri previsti dall’Unione europea.

Per questo motivo abbiamo esplicitamente richiesto, nel testo, che la decisione venga presa solo dopo aver effettuato una valutazione d’impatto che ne chiarisca le conseguenze sull’industria europea e sull’occupazione. Mai come in questo caso gli interessi produttivi coincidono con quelli del lavoro”.