Economia

Unipol banca si fa la sua “bad bank”. Crediti deteriorati per 3 miliardi

Unipol banca si fa la sua "bad bank". Crediti deteriorati per 3 miliardi

Unipol banca si fa la sua “bad bank”. Crediti deteriorati per 3 miliardi

ROMA – Unipol banca si fa la sua “bad bank”. Crediti deteriorati per 3 miliardi. La creazione di una bad bank per Unipol Banca, accompagnata da un innalzamento delle coperture del portafoglio crediti deteriorati, avrà un “presumibile effetto negativo di 780 milioni di euro” sul risultato consolidato di Unipol che “sul piano civilistico” verrà compensato con le “plusvalenze derivanti dalla cessione di Linear e Unisalute, lasciando sostanzialmente inalterate le prospettive reddituali” per l’esercizio.

Il Cda di Unipol, spiega una nota della holding, ha approvato “le linee guida di un piano di ristrutturazione del comparto bancario”, che prevede “il trasferimento mediante scissione in favore di una società di nuova costituzione (la “Newco”) partecipata dagli attuali soci di Unipol Banca” di un “compendio aziendale comprensivo di un portafoglio crediti in sofferenza della Banca per un ammontare di circa 3 miliardi di euro”.

La cessione avverrà “previo adeguamento del valore degli stessi, secondo le condizioni attualmente prevalenti sul mercato in operazioni di dismissione”, al momento “stimabile in circa 20 centesimi” nonché da un “rafforzamento del tasso medio di copertura delle inadempienze probabili, che rimarranno all’interno di Unipol Banca, ai migliori livelli del sistema bancario, al momento stimabile pari a circa il 40%”.

San raffaele

Si prevede che il piano sia sottoposto alla deliberazione di degli organi di Unipol, UnipolSai e Unipol Banca “entro la data di approvazione della semestrale al 30 giugno 2017” con l’obiettivo “di dare esecuzione all’intero progetto entro il primo trimestre del 2018”.

Il Piano prevede la separazione delle sofferenze della Banca in una realtà distinta e specializzata nel recupero di tali posizioni al fine di “consentire a Unipol Banca di concentrarsi sulla propria attività caratteristica, con una situazione patrimoniale solida e un ridotto profilo di rischio”, riducendo “gli indicatori di rischiosità (NPL ratio) a “livelli di eccellenza nel panorama del sistema bancario nazionale” con un Npl ratio “lordo e netto post separazione al momento stimabile, rispettivamente, pari a circa il 10% e a circa il 7%, senza sofferenze”.

Tra gli obiettivi del piano anche quello di “efficientare il processo di gestione” delle sofferenze, “massimizzandone il ritorno economico” coSì da facilitare “il perseguimento di ogni possibile opzione strategica che si dovesse presentare nel quadro del processo di razionalizzazione e concentrazione del sistema bancario italiano”.

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