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Addizionali Irpef, più tasse meno servizi: Roma e Milano top

Addizionali Irpef: la corsa record delle tasse dei Comuni. Milano e Roma in testa, cittadini tartassati e insoddisfatti dei servizi per cui pagano

ROMA – Addizionali Irpef, più tasse meno servizi: Roma e Milano top. Il 5 giugno si voterà per il rinnovo dei consigli di 1370 Comuni, compresi Milano e Roma, Bologna e Torino, Napoli e Palermo: si eleggeranno sindaco e giunta, l’occasione perché i cittadini diano un voto anche a come le amministrazioni spendono le tasse che nella gran parte dei casi sono in costante aumento. Sono cioè soddisfatti di trasporti pubblici, pulizia della città, gestione del verde, di tutti i servizi per i quali sono chiamati a versare l’addizionale Irpef, la tassa nata proprio a questo scopo ma che sempre più viene utilizzata per rimpinguare le casse comunali languenti.

Dal 2010 a l 2014 l’addizionale Irpef è letteralmente esplosa in diverse città come Milano (+450%), Venezia (373%), Roma (+83%), Napoli (70%). A Milano di più perché partiva da zero ma, a parte qualche caso virtuoso come Aosta e Firenze, più in generale resta l’impennata fiscale locale per cui siamo al record di 154 euro pro-capite l’anno (inclusi bambini e incapienti) a Roma, 143 euro a Milano, 121 a Torino, 124 a Genova.

A fronte di un livello di soddisfazione scarsissimo, come certificato dall’Osservatorio della Commissione Ue su 79 città: per cui le tasse aumentano senza che si individui un medesimo apprezzamento dei cittadini dei comuni italiani che, al contrario, si dichiarano altamente insoddisfatti della mobilità cittadina, della pulizia, dell’amministrazione. Un rapporto malsano in termini di “accountability”, sostiene Federico Fubini sul Corriere della Sera, di responsabilità dell’amministrazione che chiede troppo, spende male e non paga dazio.

Molto spesso l’addizionale Irpef si è trasformata negli anni in una tassa-tappabuchi usata, soprattutto nelle grandi città del centro-sud, per rastrellare risorse aumentando in modo costante la pressione fiscale. I sondaggi della Commissione Ue mostrano in effetti un paradosso italiano: questo è il Paese nel quale è saltata la correlazione fra il peso delle tasse comunali e la soddisfazione degli abitanti per i servizi che quelle imposte dovrebbero finanziare. Le aliquote dell’addizionale Irpef salgono esponenzialmente, eppure i residenti di alcuni dei grandi capoluoghi d’Italia danno i voti più bassi d’Europa sulla qualità dei loro trasporti pubblici, dell’igiene urbana o degli spazi cittadini. Più di rado si verifica il contrario: le addizionali salgono meno, ma la performance dei servizi comunali riesce a stare nelle medie europee. (Federico Fubini, Corriere della Sera)