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Agenzia delle Entrate, forse si blocca. Mancano dirigenti

ROMA – L’Agenzia delle Entrate rischia un blocco delle attività per mancanza di dirigenti. Il 17 marzo 2015 la Corte costituzionale ha cancellato la norma che aveva consentito fino ad allora la proroga degli incarichi dirigenziali ai funzionari che non avevano partecipato ai concorsi. Dopo la sospensione del concorso decisa dal Consiglio di Stato, ritorna il rischio concerto di un blocco o comunque di un rallentamento delle attività.

Marco Mobili e Giovanni Parente sul quotidiano Il Sole 24 Ore scrivono che insieme alla sospensione del concorso, i giudici hanno disposto che va tenuto conto anche del percorso e del ruolo svolto dai funzionari che hanno ricoperto ruoli dirigenziali, anche non avendo superato una prova d’esame:

“Detto in altri termini, si gettano le basi per una stabilizzazione di questi funzionari. Ed è qui che si torna al punto di partenza perché il Consiglio di Stato sembra andare contro la decisione della Consulta, ipotizzando una stabilizzazione che i giudici costituzionali avevano bocciato con la sentenza 37/2015.

Da questo scontro giurisprudenziale la sola strada che sembra rimanere aperta per il Governo e anche per le Entrate è la proroga delle posizioni organizzative temporanee (pot), ovvero la soluzione-ponte che era stata escogitata l’anno scorso per arrivare al 31 dicembre 2016 in attesa di completare i concorsi per dirigenti. In sostanza, una proroga delle posizioni temporanee che era alla base della bocciatura della Corte costituzionale. Del resto, finché non si pronuncerà il Tar nel merito della questione della selezione dei 175 dirigenti il bando non è modificabile in alcuna direzione (e lo stesso discorso vale per l’altra selezione a 403 posti, che finora non è mai partita). Una querelle giudiziaria destinata ancora ad andare avanti. Il 6 ottobre il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sui due ricorsi di Dirpubblica sempre sul concorso a 175 dirigenti e sulle Pot”.

La situazione quindi si divide tra i funzionari “decaduti”, che chiedono che si tenga conto della loro esperienza maturata, ma allo stesso tempo vanno tutelati i candidati del concorso che sono stati ritenuti idonei:

“Da un lato, i funzionari «decaduti» che pretendono di veder riconosciuta l’esperienza maturata ai vertici degli uffici in base a norme che consentivano la prassi dei ruoli dirigenziali senza concorso. Inoltre, chi si è visto dare ragione al Consiglio di Stato con l’ordinanza cautelare sottolinea la necessità di non tagliare fuori dalla selezione a 175 posti i funzionari che al momento del bando datato 2010 non avevano presentato domanda o per ragioni di mancata anzianità o perché provenivano dall’ex agenzia del Territorio. Dall’altro lato, invece, ci sono i dirigenti ritenuti idonei a seguito di concorsi presso altre pubbliche amministrazioni che a gran voce – anche sui social network – chiedono di essere chiamati presso l’Agenzia nel rispetto di un criterio meritocratico in quanto vincitori di una selezione pubblica”.

Intanto però il problema resta e il rischio ora è che le attività dell’Agenzia delle Entrate rischiano un rallentamento o addirittura un blocco:

“Ecco perché i professionisti chiedono soluzioni in tempi rapidi. «È opportuno che la politica prenda in mano la situazione e risolva in modo definitivo una questione che riguarda le entrate dello Stato» precisa Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec). «C’è bisogno di una soluzione politica che dia certezza nel rispetto dei diritti individuali e che dia piena operatività alla macchina finanziaria» sostiene Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro”.


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