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Airbnb, niente cedolare secca. Norma bocciata, non paga tasse per affittuari

ROMA – Niente “tassa” su Airbnb, almeno per ora. La Commissione bilancio della Camera ha respinto i tre emendamenti identici che regolavano il settore delle locazioni brevi con la costituzione di un Registro unico nazionale e assoggettavano automaticamente il canone di affitto alla cedolare secca del 21%. In parole povere, se l’emendamento così come era stato immaginato fosse stato accolto, Airbnb avrebbe dovuto pagare al posto di chi affitta casa (o camera) tramite la popolare piattaforma web di annunci.

Ora però il relatore Mauro Guerra (Pd) ha chiesto il ritiro delle tre proposte, che sono state bocciate. Spiega l’agenzia di stampa Public Policy che la proposta, inizialmente presentata da Silvia Fregolent (Pd) e poi anche dalle opposizioni, obbliga i privati che affittano il loro appartamento (o parte di esso), per un breve periodo, a registrarsi in un apposito registro all’Agenzia delle entrate. E per contrastare l’evasione fiscale dovranno essere gli “intermediari di commercializzazione”, come i siti e le agenzie immobiliari, in qualità di sostituti di imposta, a versare le imposte dovute per gli affitti. La stessa proposta di modifica impone a chi affitta l’utilizzo automatico dei contratti a cedolare secca, con una tassazione al 21%.

Critico il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia (Pd), che ha detto: “Almeno dovremmo costruire una piattaforma sulla quale registrarsi. Non è solo una questione fiscale ma anche di sicurezza. La questione poi non era la cedolare secca, che già si paga e si pagherà. Ma fino a quando AirBnB continuerà a non pagare le imposte in Italia io credo che non faccia un buon servizio al nostro Paese”.

Sulla misura AirBnB era intervenuto, all’opposto, lo stesso premier Matteo Renzi, dicendosi contrario e assicurando che non avrebbe introdotto in manovra nuove tasse. Molto critica sulla proposta anche Confedilizia. E difatti il presidente Giorgio Spaziani Testa oggi dice: “Sul cosiddetto emendamento Airbnb il buon senso ha prevalso sul tentativo di uccidere con la burocrazia chi in Italia, attraverso la locazione turistica, favorisce la crescita e lo sviluppo”.


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