Economia

Albenga: il depuratore non c’è, lui si “depura” la bolletta dell’acqua dalla sovrattassa. Assolto

Albenga: il depuratore non c'è, lui si "depura" la bolletta dell'acqua dalla sovrattassa. Assolto

Albenga: il depuratore non c’è, lui si “depura” la bolletta dell’acqua dalla sovrattassa. Assolto

ROMA – Acqua: il depuratore non c’è, lui “depura” la bolletta dalla sovrattassa. E il giudice l’assolve. Un abitante di Albenga, Giancarlo Dellepiane,  per due anni, dal 2013 al 2015, ha pagato una bolletta dell’acqua “depurata” della sovrattassa che per legge serve a finanziare funzionamento e manutenzione del depuratore. Non che Dellepiane sia un autoriduttore degli anni ’70: semplicemente non gli pareva giusto pagare una tassa che tassa non è, semmai il corrispettivo per un servizio, appunto il depuratore che non esiste.

Per 12 volte quindi si autoapplicato lo sconto: totale 242 euro, non un capitale, tuttavia sufficiente al gestore per staccargli la fornitura. Dellepiane è andato fino in fondo, assistito da un avocato di Alassio, finché un giudice di pace, prima ad Albenga poi a Savona, non gli ha dato ragione. Per la gioia di Dellepiane e di tutti gli albenganesi che potrebbero approfittare di questa sentenza pilota. Per la disperazione di Ilce ed amministrazione comunale che comunque hanno già fatto sapere di voler impugnare la sentenza di fronte al tribunale.

Forti di questa sentenza molti altri albenganesi potranno chiedere il rimborso della quota per la depurazione. Tutti quelli che non hanno gli scarichi allacciati ai grigliatori, cioè mezza città, facendo sparire dai bilanci della società che gestisce l’acquedotto e la bollettazione, quindi a cascata a Comune ed Ato, centinaia di migliaia di euro. (Il Secolo XIX)

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