Economia

Alitalia contro gli incentivi regionali alle low cost. Gli 80 milioni a Ryanair

Alitalia contro gli incentivi regionali alle low cost. Gli 80 milioni a Ryanair

Alitalia contro gli incentivi regionali alle low cost. Gli 80 milioni a Ryanair

ROMA – Alitalia contro gli incentivi regionali alle low cost. Gli 80 milioni a Ryanair. Mentre Alitalia, alle prese con il nuovo piano industriale per l’ennesima crisi aziendale, chiude le rotte verso Reggio Calabria, Ryanair lancia la speciale tariffa “salva-viaggio” da 19,99 euro sulla tratta Lamezia – Milano Bergamo. Scalzata proprio da Ryanair dl primato sul numero di rotte in Italia, Alitalia muove passi decisi contro le low cost, in particolare contro gli incentivi offerti dalle Regioni: “Gli incentivi alle compagnie aeree vanno bene purché siano fatti in piena trasparenza e con regole uguali per tutti”, reclama l’ex compagnia di bandiera.

Ryanair riceverebbe dagli aeroporti 80 milioni di incentivi. Il meccanismo premiante per l’arrembante low cost è centrato sul “co-marketing”, spiega Nicola Lillo su la Stampa.

In pratica gli aeroporti finanziano con accordi di marketing il vettore per l’apertura di nuove tratte – fino a 80 milioni di euro annui secondo alcune fonti – per avere in cambio voli quotidiani e milioni di passeggeri. Diverso invece il business della seconda low cost, Easyjet, che punta di più sugli aeroporti principali ottenendo sconti per operare. Questi accordi non sono stati considerati aiuti di Stato da Bruxelles. Molti altri vettori però lavorano in modo esattamente contrario, sono cioè loro a dover pagare per volare. E Alitalia non nasconde il disappunto, mentre Ryanair continua a stipulare accordi. Dal ministero dei Trasporti fanno sapere che «non si fanno differenze di politiche e le condizioni sono uguali per tutti». (Nicola Lillo, La Stampa)

Un sistema questo, si rileva da più parti, che favorisce sempre la compagnia. Quando va male, i contratti sottoscritti riempiono di debiti le casse delle società regionali costituite alla bisogna. Per Nino Cortorillo, della Filt-Cgil, “alcuni aeroporti periferici sono legati a doppio filo a Ryanair che li vincola e in sua assenza è a rischio la stabilità economica. E’ un’arma di ricatto”. Per non parlare del fatto che Ryanair riceve finanziamenti pubblici amministrando un personale dipendente spesso sotto contratto presso una società interinale con sede a Dublino: cioè non paga le tasse in Italia e non applica il contratto nazionale.

 

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