Economia

Alitalia, Montezemolo: “Etihad e Governo hanno sbagliato”. E Furlan, Cisl: “Referendum errore”

Alitalia, Montezemolo: "Etihad e Governo hanno sbagliato". E Furlan, Cisl: "Referendum errore"

Alitalia, Montezemolo: “Etihad e Governo hanno sbagliato”. E Furlan, Cisl: “Referendum errore”

ROMA – Alitalia, Montezemolo: “Etihad e Governo hanno sbagliato”. E Furlan, Cisl: “Referendum errore”. Due errori dietro la crisi Alitalia. Uno di Etihad e uno del Governo. Ad individuarli l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo, che pure ha fatto da garante all’accordo con il partner arabo. E’ intanto in dirittura d’arrivo il bando per le manifestazioni di interesse per la compagnia ora in amministrazione straordinaria. Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio assicura che i commissari “stanno lavorando intensamente e stanno facendo un’ottima analisi per tenere i tempi rapidi sulla pubblicazione del bando”.

Montezemolo, secondo il quale con il referendum i dipendenti si sono “quasi auto licenziati”, avverte che “comunque vada a finire l’Alitalia mantenere questi livelli di occupazione sarà un problema”. L’ex presidente attribuisce anche al partner arabo parte della responsabilità della crisi: ci sono stati due errori, un “errore di managerialità” da parte di Etihad; l’altro, da parte del Governo che dopo l’accordo ha considerato risolto il problema Alitalia e non ha affrontato in termini strategici il tema del trasporto aereo. A questo, sempre secondo Montezemolo, si aggiunge l’anomalia di essere un’azienda industriale di servizi nelle mani delle banche.

San raffaele

Furlan, Cisl: “Che errore il no. Strumento referendum da rivedere”. A proposito di referendum va registrata la posizione controcorrente della segretario della Cisl, Annamaria Furlan che rompe il fronte sindacale: “Il referendum Alitalia è stata una sconfitta per il mondo del lavoro. Ha prevalso la rabbia dei lavoratori ma anche messaggi di chi sentiva di garantire un obiettivo impossibile come La nazionalizzazione. Il risultato è stato il commissariamento. Quando il referendum non è sulla valutazione di un contratto nazionale o di un contratto integrativo o sull’organizzazione del lavoro, ma sull’esistenza dell’impresa, qualche riflessione su come gestire la democrazia e la partecipazione sindacale la dovremo fare”.

Renzi, piano B con Ferrovie e nuovo referendum? La questione posta da Furlan rischia di riproporsi, a dar credito alle voci che vogliono Matteo Renzi impegnato a cercare soluzioni alternative, per esempio coinvolgendo le riluttanti Ferrovie, da sottoporre poi al vaglio dei dipendenti.

Intervento (anche se solo parziale) che potrebbe ancora arrivare in extremis visto che Matteo Renzi sta meditando su un Piano B di rilancio che, almeno nelle intenzioni, si vorrebbe sottoporre al vaglio dei lavoratori per un imprimatur definitivo. Difficile prevedere se ciò accadrà, di certo al Pd stanno lavorando al dossier che prevede anche il coinvolgimento delle Fs, nonostante le forti resistenze del gruppo. (Umberto Mancini, Il Messaggero)

 

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