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Anatocismo, stop alle banche: calcolo interessi 31 dicembre

ROMA – Blocco definitivo, anche se qualche dubbio di M5S e consumatori resta, dell’anatocismo bancario, cioè il pagamento di interessi sugli interessi. Gli interessi a credito e a debito verranno calcolati sempre al 31 dicembre di ciascun anno, escludendo così la possibilità di conteggi ulteriori infra annuali degli interessi. Anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito, le cosiddette “revolving”.

Gli emendamenti riguardano anche Ma anche una norma ‘salva-sconto’ per chi paga le multe via home banking, con la data del bonifico che non corrisponde a quella dell’accredito ai Comuni. Sono le novità inserite nel decreto banche dalla commissione Finanze della Camera, che ha licenziato il provvedimento riscrivendo il meccanismo della way out per le Bcc e ampliando agli intermediari finanziari la possibilità di accedere alla garanzia dello Stato sulle sofferenze.

Un decreto, dice il relatore Giovanni Sanga (Pd) rimasto saldo nel suo impianto, anche se arricchito di nuove misure, che “amplia diritti e tutele per i cittadini”, compresa la chance per i privati di comprare una casa all’asta giudiziaria con lo sconto sulla tassa di registro a 200 euro, quando si tratti di prima casa, senza il vincolo di doverla rivendere subito.

Finisce l’anatocismo, scatta lo stop. Con le novità introdotte arriva il divieto, considerato definitivo, al pagamento degli interessi sugli interessi, anche sui finanziamenti a valere sulle carte cosiddette ‘revolving”. Con la norma si stabilisce che la maturazione degli interessi non potrà essere inferiore ad un anno, che gli interessi debitori a carico del cliente non possano “produrre interessi ulteriori” e che siano conteggiati al 31 dicembre ed esigibili da marzo dell’anno successivo.

E’ la fine, dicono i proponenti dem, di una pratica “fastidiosa” contro i cittadini, che, secondo il Codacons, costa mediamente agli italiani 2 miliardi l’anno. Restano però dei dubbi sulla sua applicazione, secondo Adusbef e Federconsumatori, in particolare sul nuovo prestito vitalizio ipotecario.

I dubbi dei deputati M5S. “La norma infatti spiega che il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili. In tal caso – dicono i grillini – la somma addebitata è considerata sorte capitale. Dunque, se il consumatore non ha i soldi per pagare la nuova sorte capitale, va in rosso e finisce per sborsare pure gli interessi su quello stesso capitale”.

“La disposizione è una cattiva riformulazione della proposta di Bankitalia di delibera del Cicr. L’originaria disposizione dell’articolo 120 del testo unico bancario, invece, era molto chiara – chiudono i deputati M5S – vietando ogni forma di capitalizzazione degli interessi”.