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Appalti crollati del 75%: nuove regole spaventano i costruttori?

ROMA – Appalti crollati del 75%: nuove regole spaventano i costruttori? Da quando ad aprile è in entrato in vigore il nuovo codice degli appalti, i lavori, cioè il valore degli appalti, sono crollati del 75%: è la denuncia dell’associazione dei costruttori. Troppo strette le maglie dei controlli, al punto da paralizzare ogni attività e pregiudicare ogni opportunità di crescita di cui edilizia e costruzioni sono il traino più efficace? O costruttori restii a imbarcarsi in lavori sui quali è impossibile far lievitare i costi e ottenere di più? Il dubbio resiste perché sostanzialmente la novità più importante del nuovo sistema consente i finanziamenti pubblici solo per i progetti esecutivi e non per quelli definitivi: i soldi partono solo quando è tutto a posto, non a scatola chiusa con il rischio (la certezza?) di moltiplicare le stazioni appaltanti, allungare a dismisura i tempi cantieri e far lievitare i costi.

La denuncia dei costruttori. A maggio c’è stata una caduta degli importi dei bandi del 76% perché “stazioni appaltanti e imprese vivono uno stato di confusione” di fronte a norme nuove come quelle del codice degli appalti che non si possono recepire “con la bacchetta magica”. È la denuncia il presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, al convegno di Federcostruzioni ‘Regole, concorrenza e mercato. Le occasioni mancate per far ripartire l’Italia’. “Una volta fatta la legge, bisognava introdurre un periodo di moratoria perché fosse digerita”, afferma De Albertis, da un mercato in difficoltà tanto “da non esistere più”. Dal 2009 al 2014 gli investimenti in costruzione sono calati di oltre il 60% nei lavori pubblici, ricorda il rappresentante dei costruttori.

La difesa di Cantone.  Il nuovo codice degli appalti è “uno strumento innovativo”: “Gli appalti si aggiudicano in base al sistema dell’offerta economica più vantaggiosa al posto del massimo ribasso. Otterremo una riduzione delle stazioni appaltanti attraverso la qualificazione: chi vuole fare quest’attività deve dimostrare di avere le capacità. Le commissioni di gara non vengono più scelte dalla pubblica amministrazione, ma da soggetti terzi, che l’Anac sorteggia da un apposito albo”.

Così, in un’intervista al Mattino, il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, interpellato sulle parole del presidente della Campania De Luca che ritiene ‘la nuova normativa del codice degli appalti un modo per paralizzare l’Italia’. Secondo Cantone, “il tema vero è che le amministrazioni non sono pronte. Il codice richiede una loro maggiore responsabilizzazione, va letto in una logica d’insieme, quando entreranno in vigore tutti gli altri pezzi”.