Blitz quotidiano
powered by aruba

Apple, Irlanda non vuole i 13 miliardi della multa Ue

DUBLINO – La Commissione europea condanna Apple a pagare 13 miliardi all’Irlanda di tasse arretrate, equiparate dall’Ue ad aiuti di Stato. Ma Dublino non li vuole. In gioco, lo sa bene, c’è ben più di 13 miliardi di euro: la sua attrattività fiscale, che richiama multinazionali da tutto il mondo.

Il governo irlandese ha così deciso di fare ricorso contro la decisione di Bruxelles. Il ministro delle Finanze di Dublino, Michael Noonan, si è detto “in profondo disaccordo con la Commissione europea” sulla pesante penale inflitta ad Apple per il trattamento fiscale ottenuto sull’isola. “Tale decisione non mi lascia altra scelta che cercare l’appoggio del governo per fare appello dinanzi alla Corte europea affinché sia rovesciata”.

Sulla carta l’Irlanda è beneficiaria dei 13 miliardi di euro di tasse non pagate che l’Unione europea, con il suo provvedimento, ordina ora al colosso americano di versare: una somma pari all’intero budget sanitario irlandese di un anno. Ma secondo il ministro delle Finanze quel denaro non va accettato poiché la priorità di Dublino deve essere in questo frangente quella di difendere la propria sovranità in materia di tassazione e le migliaia e migliaia di posti di lavoro che Apple garantisce nel suo quartier generale di Cork.

“E’ importante mandare un forte messaggio: l’Irlanda resta un luogo attraente e stabile da scegliere per investimenti rilevanti di lungo termine”, scrive Noonan, ricordando che la holding portata al successo dal defunto Steve Jobs è presente in terra irlandese fin dagli anni ’80. Aggiunge poi che “è necessario difendere l’integrità del nostro sistema di tassazione, dare certezza fiscale al business e contrastare l’invasione di campo delle regole europee sugli aiuti di Stato nelle prerogative sulla tasse dei membri sovrani” dell’Unione europea.