Economia

Assunti precari scuola 15 mila, 1mld l’anno per il terremoto, tasse su affitti, giochi e sigarette…Manovra è legge

Assunti precari scuola 15 mila, 1mld l'anno per il terremoto, tasse su affitti, giochi e sigarette...Manovra è legge

Assunti precari scuola 15 mila, 1mld l’anno per il terremoto, tasse su affitti, giochi e sigarette…Manovra è legge (nella foto Ansa, l’approvazione della manovra al Senato)

ROMA – Assunti precari scuola, saranno assunti altri 15 mila docenti nella scuola italiana e saranno integralmente precari che saranno stabilizzati, i soldi per farlo sono nella manovra che economica del governo che è diventata legge con il voto definitivo delle Camere. Questa delle assunzioni-regolarizzazioni è una delle voci con il segno più della manovra. Ce ne sono altre che possono essere contrassegnate allo stesso modo, con un più.

Altra voce in positivo è lo stanziamento-spesa di un miliardo l’anno per la ricostruzione nelle zone del terremoto.

Positiva anche la soluzione definita “salva Musei”: ovviamente direttori e manager dei Musei italiani potranno essere anche stranieri come accade in tutto il mondo e come accade ad italiani che dirigono istituzioni culturali di altri paesi.

Positiva e utile anche la “stabilizzazione della mediazione”. Insomma le liti soprattutto condominiali non dovranno finire tutte in Tribunale (senza il rinnovo in manovra la mediazione scadeva a settembre).

Poi c’è la robusta parte fiscale della manovra con molte novità.

Tassa sugli affitti: non ce n’è una nuova e non aumenta. Resta l’aliquota forfettaria del 21 per cento per chi affitta ma, novità, a pagare al Fisco questo 21 per cento dell’affitto, a fare come si dice da sostituto di imposta, dovrà essere la società che intermedia tra proprietario e affittuario, ad esempio Airbnb. E’ evidente che in questo modo si abbattono sensibilmente le possibilità di affittare a nero avvalendosi del web e del suo mercato.

Tassa sul valore aggiunto, detta e conosciuta come Iva. Non aumenta e non ce n’è una nuova. Ma cambia per molti il modo di pagarla, si allarga lo split payment. E che vuol dire? Vuol dire che lo Stato quando compra una merce o un servizio non versa l’Iva al fornitore per poi riaverla dopo largo, lungo e spesso dispersivo giro. Ora lo Stato l’Iva la paga a se stesso e non la versa al fornitore. Anche qui è evidente che si abbassano e limitano gli amplissimi spazi di evasione/elusione dell’Iva.

Tassa sulle grandi imprese del web. Non c’è ancora la web tassa, ma in manovra c’è invito alle grandi aziende del settore: trovate un accordo con l’Agenzia delle Entrate ed eviterete indagini della Magistratura.

Tassa sulle sigarette, questa è facile, aumentano le accise, aumenta il prezzo delle sigarette.

Tassa sui giochi, o meglio sulle vincite ai giochi. Sopra i 500 euro di vincita la tassa sale al 12 per cento e salgono le percentuali di tassazione dei singoli comparti giochi.

Bus, non c’è tassa, anzi c’è rimborso integrale del biglietto (quota abbonamento) se ritardo varca i trenta minuti.

E infine i cosiddetti “nuovi voucher”, casus belli politico o pretesto politico per cui gli ex Pd (Speranza, Bersani, D’Alema) per la prima volta hanno preso posizione contro il governo Gentiloni e per i quali la Cgil chiama alla mobilitazione di piazza. I vecchi voucher sono stati aboliti dal governo perché c’erano evidenti abusi da parte dei datori di lavoro e perché abolendoli si evitava un referendum voluto appunto da Cgil. I nuovi voucher sono solo per le aziende fino a 5 dipendenti, ognuna di queste micro aziende può pagare fino 5000 euro l’anno (in pratica due lavoratori saltuari per un massimo di 2500 euro ciascuno).

Non sono possibili anzi esplicitamente esclusi i nuovi voucher nel settore dell’edilizia, invece sono accessibili alle famiglie per pagare appunto servizi saltuari e ad alcuni settori delle piccole attività economiche. Il governo sostiene che così si offre strumento legale per pagare appunto piccoli e saltuari lavori, Cgil e Mdp sostengono si tratti dei vecchi voucher usciti dalla porta e rientrati dalla finestra. Ciò che è certo è che senza una forma legittima di pagamento saltuario di saltuari lavori l’alternativa largamente praticata è il nero.

La manovra è dunque legge ed entra in vigore, in origine fu lo 0,2 per cento del Pil da recuperare in bilancio come da indicazioni Ue e quindi i 3,4 miliardi di minore spesa senza corrispettive entrate. Pian piano è diventata una vera piccola manovra finanziaria. La prossima ad ottobre, già raccontata come “terribile”, in realtà se davvero il Pil sarà a più 1,3 per cento e tenuto conto dello sconto ampio che Bruxelles ci ha già promesso, per nulla terribile e insostenibile.

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