Economia

Autonomi e partite Iva, le novità: fatture, maternità, malattia, diritto alla disconnessione web…

Autonomi e partite Iva, le novità: fatture, maternità, malattia, diritto alla disconnessione web...

Autonomi e partite Iva, le novità: fatture, maternità, malattia, diritto alla disconnessione web…

ROMA – Autonomi e partite Iva, le novità: fatture, maternità, malattia, diritto alla disconnessione web… Dopo tre anni e due governi il Senato è pronto ad approvare il cosiddetto “jobs act” del lavoro autonomo, il disegno di legge che riconosce, aggiorna e potenzia maternità, malattia, e altre forme di tutela a due milioni e mezzo di lavoratori spesso senza rappresentanza sindacale.

Fatture entro 60 giorni. Uno dei 22 articoli della legge stabilisce che non sarà possibile saldare le fatture oltre i 60 giorni: qualsiasi clausola che non lo preveda sarà da considerarsi nulla.

Malattia. La legge introduce una disciplina più favorevole al lavoratore autonomo: in caso di malattia  il rapporto di lavoro con il committente non sarà estinto ma sospeso per un massimo di cinque mesi. Chi è costretto a sospendere il suo rapporto di collaborazione per più di 60 giorni potrà interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni.

Maternità. La lavoratrice autonoma potrà continuare a fatturare continuando a percepire l’indennità in caso di maternità. Il congedo parentale viene esteso a sei mesi dagli attuali tre e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio. La lavoratrice potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali.

Riposi e diritto alla disconnessione. Negli accordi tra lavoratore e impresa dovranno essere stabiliti rigorosamente i tempi di riposo: tempi e retribuzioni dovranno essere gli stessi dei lavoratori interni all’azienda. Viene riconosciuto il diritto alla disconnessione dal web.

Più spese deducibili. Sulle spese di aggiornamento professionale e orientamento viene incrementata la deducibilità (rispettivamente a 10mila euro e 5mila euro). Le spese sostenute dall’impresa per svolgere un incarico non incideranno sul reddito del lavoratore autonomo.

 

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