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Autostrade: aumento pedaggio 2016. Ecco dove

Autostrade: l'aumento maggiore su Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%.

ROMA – Scattano dal 1 gennaio 2016 gli aumenti dei pedaggi autostradali. Secondo quanto scrive l’Ansa l’aumento maggiore interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%.

Gli aumenti sono confermati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che in una nota ricorda che da domani primo gennaio 2016 entrano in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale: sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’economia e delle finanze. Nel dettaglio, sono stati riconosciuti i seguenti adeguamenti:

  • Asti-Cuneo 0,00%.
  • ATIVA 0,03%.
  • Autostrade per l’Italia 1,09%.
  • Autostrada del Brennero 0,00%.
  • Autovie Venete 0,00%.
  • Brescia-Padova 0,00%.
  • Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%.
  • CAV 0,00%.
  • Centro Padane 0,00%.
  • Autocamionale della Cisa 0,00%.
  • Autostrada dei Fiori 0,00%.
  • Milano Serravalle Milano Tangenziali 0,00%.
  • Tangenziale di Napoli 0,00%.
  • RAV 0,00%.
  • SALT 0,00%.
  • SAT 0,00%.
  • Autostrade Meridionali (SAM) 0,00%.
  • SATAP Tronco A4 6,50%.
  • SATAP Tronco A21 0,00%.
  • SAV 0,00%.
  • SITAF 0,00%.
  • Torino-Savona 0,00%.
  • Strada dei Parchi 3,45%.
  • Bre.be.mi. 0,00%.
  • TEEM 2,10%.
  • Pedemontana Lombarda 1,00%.

Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmentesolo a 6 società su 27″. Lo afferma Aiscat in una nota, evidenziando che “la maggior parte dei piani finanziari delle concessionarie autostradali, scaduti tra il 2012 e il 2013, non risultano ad oggi ancora approvati da parte dei ministeri competenti nonostante siano stati presentati tempestivamente da parte dei concessionari e nonostante esistano precise indicazioni emanate dal Cipe sulla tempistica relativa”.

“Questo comporta, oltre ad una violazione della normativa e del contratto – afferma l’associazione che riunisce tutte le concessionarie autostradali -, gravi danni per i concessionari i quali – in mancanza di un piano approvato – non sono messi in grado di effettuare gli ulteriori investimenti previsti, minando la credibilità delle aziende e del Paese con pesanti ripercussioni sulla bancabilità dei progetti”.

“Ed ancora, lo scorso anno – ricorda l’Aiscat – il Governo ha promosso degli accordi con i concessionari autostradali finalizzati a calmierare in via provvisoria la tariffa. Le concessionarie autostradali e l’Aiscat hanno responsabilmente aderito vista la difficile congiuntura economica. Tali accordi prevedevano che, al fine di salvaguardare il principio della certezza del contratto, il Governo riconoscesse una forma di recupero del mancato incremento tariffario entro il 30 giugno 2015, termine spirato in assenza di alcuna concreta azione da parte del Ministero per dar seguito agli impegni presi. Solo in data odierna il Ministero concedente fa sapere che il recupero avverrà all’approvazione dei suddetti Piani Economico-Finanziari con evidente aggravio di costi per l’utenza”.