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Azienda lo licenzia, Enzo Muscia la rileva e riassume ex colleghi

SARONNO – Quando la sua azienda è fallita mandando a casa 320 dipendenti, Enzo Muscia non si è dato per vinto. Invece di spendere tempo ed energie per cercare un nuovo posto di lavoro, ha scelto di rischiare e riprendersi il suo. Come? Si è ipotecato la casa e ha rilevato l’azienda per la quale aveva lavorato per più di 20 anni, riassumendo pure i suoi ex colleghi.

A intervistare lo Steve Jobs italiano è il Corriere della Sera: Enzo Muscia, tecnico elettronico di Saronno è oggi patron di A-Novo, figlia di Anovo. Quella che era una multinazionale leader in Europa, con sede a Parigi e filiali in tutto il continente, nel settore dell’assistenza video si è trasformata oggi in un’impresa specializzata nell’assistenza post vendita di apparecchiature elettroniche in garanzia: schermi tv, monitor e macchinette per carte di credito e bancomat.

Enzo ha quindi rilevato l’Anovo, trasformandola in A-Novo, e ha assunto i suoi ex colleghi. Gli affari ora vanno a gonfie vele. Questa la sua incredibile storia raccontata al Corriere:

“Sono entrato qui 26 anni fa, da tecnico elettronico. L’azienda era la fusione di una società italiana e una francese, andava come un treno, qualità del servizio, logistica, trasporti, portafoglio clienti con i grandi brand, da Philips a Sky. C’era la possibilità di crescere e ho fatto tutti gli scalini della carriera, fino alla direzione commerciale. Nessuno immaginava di finire a spasso, licenziato su due piedi…”

L’Anovo ha chiuso i battenti nel 2010, ma non certo a causa della crisi economica: semplicemente la dirigenza parigina ha preferito investire il valore della filiale di Saronno in giochi finanziari per salvare altre sedi:

“Con quella che si chiama ristrutturazione del debito  – riporta il Corriere – la direzione di Parigi si è liberata delle filiali con i maggiori crediti. Saronno era una di queste. Finale da paradosso: funziona bene, quindi chiudiamola. È il 2010. A Saronno sventolano le bandiere del sindacato: inutilmente. L’azienda è un mano al curatore fallimentare. Cassa integrazione, disoccupazione, poi tutti a casa”

Fortuna che c’era chi come Enzo Muscia ha saputo cogliere le potenzialità dell’impresa e rilanciarla:

“Muscia mette insieme tutto quello che ha. Ipoteca la casa. Chiede aiuto agli amici. Investe la sua liquidazione. Ha l’appoggio della moglie. Guarda il figlio di cinque anni e pensa al futuro. La vecchia Anovo se la prende lui: diventerà A-novo, il trattino è un segno di speranza. Richiama otto colleghi e riparte”.

Oggi i dipendenti sono quadruplicati:

“Da zero a 38 in tre anni. Il fatturato è raddoppiato: da uno a due milioni. “Dormo sempre con un occhio solo pensando al lavoro, ma la nostra forza è il gruppo. Tutto quello che è stato fatto qui l’abbiamo fatto noi”.