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Bad bank italiana, la Ue dice sì: “Non sono aiuti di Stato”

Bad bank, c'è il via libera ufficiale della Commissione Ue che temeva aiuti di Stato alle banche. Risolto il nodo del prezzo delle garanzie

BRUXELLES – Bad bank italiana, la Ue dice sì: “Non sono aiuti di Stato”. Via libera della Commissione Ue allo schema di garanzia statale scelto dalla autorità italiane per cancellare i prestiti in sofferenza dai bilanci delle banche. Per Bruxelles questo schema di bad bank non comporta aiuti di Stato, perché esso “sarà remunerato in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto concedendo una garanzia sui prestiti cartolarizzati in sofferenza”.

In questo modo si formalizza l’accordo raggiunto dal Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager e dal Ministro Pier Carlo Padoan lo scorso 26 gennaio. In pratica, dice la nota Ue, se uno Stato membro interviene come farebbe un investitore privato, e cioè ottiene una remunerazione sul rischio assunto non diverso da i valori di mercato e quindi uguale a quella che avrebbe ottenuto il privato, questo intervento non si configura come aiuto di Stato.

L’ostacolo maggiore all’accordo sulla bad bank italiana con la Commissione Ue era rappresentato, appunto, proprio sulla determinazione del “prezzo delle garanzie”. La soluzione italiana per la gestione dei crediti in sofferenza concordata con l’Europa è “promettente” ma il suo successo dipenderà da come le banche utilizzeranno il meccanismo, aveva dichiarato il commissario Ue alla concorrenza  Vestager.

Sottolineando però che l’efficacia è legata alla scelta delle singole banche sull’adottare o meno lo schema che, in ogni caso, “è ben bilanciato, concreto” e non rappresenta “assolutamente un aiuto di Stato, visto che è un meccanismo di mercato”.