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Banca Etruria & co: indennizzi, più tempo. Il decreto è legge

ROMA – Banca Etruria & co: indennizzi, più tempo. Il decreto è legge. La Camera ha approvato il decreto Banche che, tra l’altro, definisce i criteri per gli indennizzi dei risparmiatori colpiti dalla risoluzione delle 4 Banche (Carife, Banca Etruria, Marche e Carichieti). La Camera ha confermato il testo approvato dal Senato, che è ora legge. I sì sono stati 287, i no 173, 3 gli astenuti.

La legge contiene numerose misure in materia di esecuzioni, a partire dagli indennizzi (cui è concesso più tempo), e la nuova figura del pegno posrio (beni immobili a garanzia del debito dell’impresa).

Il cosiddetto patto marciano ha visto allungarsi (con le modifiche al decreto) il periodo di inadempimento, portato da 6 a 9 mesi e le rate non pagate a tre anche non consecutive. Se per il debitore ha rimborsato almeno l’85% della quota capitale, per far scattare l’inadempimento occorreranno 12 mesi dal mancato pagamento.

Indennizzi automatici con più tempo. Più tempo per i rimborsi, con la possibilità per gli investitori che hanno acquistato entro il 12 giugno 2014 obbligazioni emesse dalle 4 banche oggetto della procedura di risoluzione nel novembre scorso di chiedere al Fondo l’erogazione dell’indennizzo automatico.

Restano ferme le condizioni: ovvero patrimonio mobiliare di valore inferiore a 100.000 euro; ammontare del reddito nel 2015 inferiore a 35.000 euro. L’importo dell’indennizzo è forfettario, pari all’80%. Il reddito lordo durante l’esame del Senato è stato sostituito con “reddito complessivo” e ad essere valutati saranno i redditi del 2014 in luogo di quelli del 2015.

Non ha ricevuto il via invece l’emendamento che prevedeva che i rimborsi erogati dal fondo non fossero soggetti ad imposizione fiscale. Tuttavia, il governo ha dato via libera a un ordine del giorno in materia. (Marina Crisafi, Studio Cataldi.it)