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Banca Popolare di Vicenza, recesso-shock: 6,3 euro ad azione

Il recesso è stato fissato dal cda della Banca Popolare di Vicenza per i soci che all'assemblea del 5 marzo non voteranno a favore della trasformazione in spa

MILANO – Un recesso shock di 6,3 euro per azione quello fissato dal cda della Banca Popolare di Vicenza il 16 febbraio. Questo il valore del prezzo di recesso fissato per i soci che nell’assemblea del prossimo 5 marzo non voteranno a favore della trasformazione in spa.

Per chi vorrà uscire dal capitale della banca si prospetta un vero e proprio bagno di sangue: otterrà quasi il 90% in meno dei 62 euro a cui negli ultimi anni la Banca Popolare di Vicenza ha fatto digerire ai soci diverse centinaia di milioni di aumenti di capitale e quasi l’87% in meno dei 48 euro a cui il valore delle azioni è stato tagliato dall’assemblea nell’aprile 2015.

Il prezzo del recesso, che può essere limitato “in tutto e senza limiti di tempo” dalla banca, fa però tremare tutti i 117 mila soci della Bpvi, concentrati in gran parte sul territorio veneto, lasciando presagire anche quello che sarà il valore del titolo in occasione della quotazione in Borsa, accompagnata da un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro per rimettere in regola i ratio patrimoniali.

Proprio nell’ambito dell’aumento di capitale la Bpvi, deliberato dal cda escludendo il diritto di opzione, ha deciso anche di riservare 113 milioni in strumenti o diritti per incentivare e fidelizzare gli azionisti.

“Al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di rafforzamento patrimoniale in un complesso contesto di mercato e di tutelare gli interessi di tutti gli azionisti – spiega una nota – l’aumento di capitale sarà riservato fino al 45% agli attuali azionisti, almeno il 50% dell’aumento di capitale sarà riservato agli investitori istituzionali e il 5% al retail”.

Quanto al prezzo delle nuove azioni

“sarà determinato al termine del collocamento attraverso il metodo del “book building”, sulla base della domanda” da parte del mercato.

La ‘rasoiata’ ai titoli della Popolare di Vicenza rispecchia quanto accaduto nella vicina Montebelluna, dove Veneto Banca prima ha ridotto il valore delle sue azioni da 39,5 a 30,5 euro (-22,8%) per poi fissare un prezzo di recesso a 7,3 euro ad azione. Se si considera che i soci di Veneto Banca sono circa 88 mila, il danno provocato dal tracollo dei titoli dei due istituti – specchio delle perdite emerse negli ultimi due esercizi e della mala gestio delle precedenti gestioni – peserà sulle tasche di oltre 200 mila famiglie e imprese, molte delle quali spinte negli anni passati a sottoscrivere i titoli per poter accedere a finanziamenti e mutui o senza avere profili di rischio adeguati per titoli di capitale illiquidi.