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Banche, prestiti deteriorati: Stato garante a prezzi mercato

Ecco i dettagli dell'accordo raggiunto nella tarda serata di martedì con l'Unione europea

ROMA – Banche e prestiti deteriorati, il ministero dell’Economia spiega l’accordo raggiunto martedì notte con l’Unione europea: lo Stato sarà garante per le banche con crediti in sofferenza (si calcola ammontino a 200 miliardi di euro), ma la concessione di garanzie non genererà oneri per il bilancio dello Stato. Al contrario, ha spiegato il ministero, “si prevede che le commissioni incassate siano superiori ai costi”, generando quindi un’entrata netta positiva.

Non si tratterà, insomma, di aiuti di Stato, cosa vietata da Bruxelles: verranno rilasciate le garanzie solo se i titoli bancari oggetto di cartolarizzazione “avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’Investment Grade da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce”. Sono quindi esclusi i junk bond (titoli spazzatura). 

Le garanzie concesse dallo Stato “possono essere richieste dalle banche che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza (gli ormai noti non performing loans, prestiti deteriorati), a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull’ammontare garantito”.

Il prezzo della garanzia è quello di mercato, come riconosciuto dalla Commissione europea, che concorda sul fatto che lo schema non contempli aiuti di Stato. Il prezzo sarà calcolato prendendo come riferimento i prezzi dei Cds (i credit default swap, ovvero strumenti di copertura dal rischio di default di un emittente) degli emittenti italiani con un livello di rischio corrispondente a quello dei titoli garantiti.

Il prezzo crescerà nel tempo, sia per tenere conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata delle note, sia per introdurre nello schema un incentivo a recuperare velocemente i crediti.

Il prezzo previsto per i primi tre anni – spiega il ministero – è calcolato come media del mid price dei Cdc a tre anni per gli emittenti con rating corrispondente a quello delle tranche garantite. Al quarto e quinto anno il prezzo aumenterà in conseguenza dell’applicazione di un primo step up (Cds a 5 anni) e del pagamento di una maggiorazione incentivante, a compensazione del minore tasso pagato per i primi 3 anni. Dal sesto anno in avanti il prezzo della garanzia sarà pieno (Cds a 7 anni). Per il sesto e settimo anno sarà anche dovuta una ulteriore maggiorazione incentivante, a compensazione del minore tasso pagato per i primi 5 anni”.