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Banche, tutte le novità: indennizzi (Etruria & co), recupero crediti…

ROMA – Banche, tutte le novità: indennizzi (Etruria & co), recupero crediti… La Camera ha approvato il decreto Banche che, tra l’altro, definisce i criteri per gli indennizzi dei risparmiatori colpiti dalla risoluzione delle 4 Banche (Carife, Banca Etruria, Marche e Carichieti). La Camera ha confermato il testo approvato dal Senato, che è ora legge.

La legge contiene numerose misure in materia di esecuzioni, a partire dagli indennizzi (cui è concesso più tempo), e la nuova figura del pegno posrio (beni immobili a garanzia del debito dell’impresa).

Indennizzi automatici. 80% con reddito fino a 35mila euro. Parliamo delle 4 banche (Carife, Etruria, Marche e Carichieti) per le quali è stato attivato il Fondo di Solidarietà al fine di consentire i rimborsi ai risparmiatori colpiti dal crac. Questi i criteri e le modalità definitivi per accedere agli indennizzi automatici:

– patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro;

– reddito lordo ai fini Irpef 2015 inferiore a 35.000 euro;

– il rimborso vale fino all’80% dell’investimento effettuato entro il 12 giugno 2014 a patto che il risparmiatore abbia mantenuto la posizione fino alla data della risoluzione delle banche in liquidazione;

– l’istanza per ottenere l’indennizzo forfettario deve essere presentata, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla conversione del decreto in legge (29 giugno).

Conciliazione. Chi intende esigere il 100% del rimborso rinuncia definitivamente all’indennizzo forfettario e ricorre invece all’arbitrato davanti ai collegi organizzati dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione): deve dimostrare però di non essere stato informato correttamente sulle obbligazioni sottoscritte. Questa possibilità vakle anche per chi ha acquistato i bond subordinati delle quattro banche entrate in risoluzione il 22 novembre scorso (Popolare Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti) dopo il 12 giugno 2014.

Le altre misure. Nel testo approvato definitivamente ieri trova posto anche un pacchetto di misure per ampliare le garanzie sui crediti e favorirne l’escussione a vantaggio soprattutto dei creditori finanziari. Tre i cardini: l’introduzione del patto marciano, il debutto del pegno non posrio, un mix di misure acceleratorie per le procedure esecutive. Imbarcate alla fine, tra le modifiche in sede di conversione, l’allargamento del perimetro del pegno non posrio, che potrà riguardare anche i crediti concessi a terzi e i beni immateriali destinati all’esercizio dell’impresa (per esempio, i brevetti). (Gianni Trovati, Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore)