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Banconota 500 euro, Draghi le dice addio (tedeschi contrari)

FRANCOFORTE –  Banconota 500 euro, Draghi le dice addio (tedeschi contrari). Il destino delle banconote da 500 euro è segnato e nel consiglio direttivo di oggi 4 maggio la Bce deciderà le modalità in cui l’abolizione verrà eseguita. Un portavoce della Bce, interpellato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa, non ha voluto rilasciare commenti in proposito. Secondo il quotidiano Handelsblatt, allo studio del consiglio direttivo ci sono diversi scenari. Il presidente della Bce Mario Draghi aveva più volte denunciato l’utilizzo della banconota da 500 euro nelle attività criminali e di riciclaggio. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, era stato invece sempre scettico sulla sua abolizione. Tonia Mastrobuoni su La Repubblica spiega come l’abolizione sia tuttavia ancora invisa soprattutto ai tedeschi.

Il consigliere della Bundesbank, Carl-Ludwig Thiele, ha criticato sia l’abolizione della banconota da 500 euro – che rappresenta appena il 3% degli scambi ma un’enormità, in termini di valore, quasi 300 miliardi di euro, il 30% del tutto il contante – sia il piano della Commissione europea di introdurre un tetto ai pagamenti in contanti. C’è il rischio, ha aggiunto, che “pezzo dopo pezzo muoia la libertà”.

Il pathos non meravigli: sui contanti, i tedeschi sono il popolo più nostalgico del mondo. E in queste settimane stanno mettendo insieme, come fa Thiele, i dossier più disparati per alimentare una paranoia atavica: quella che qualcuno voglia strappare loro di mano per sempre monetine e banconote. Come scrisse non la popolare Bild, ma la borghesissima Frankfurter Allgemeine Zeitung in un vibrante editoriale: “I contanti sono la libertà”. (Tonia Mastrobuoni, La Repubblica)

“Se fossero confermate le anticipazioni, secondo cui il Consiglio direttivo della Bce di domani potrebbe discutere la sospensione della stampa della banconota da 500 euro, saremmo di fronte a un fatto positivo”. Lo afferma Sergio Boccadutri, deputato e coordinatore dell’Area Innovazione del Pd.

“Si tratta – spiega – infatti, di banconote utilizzate spesso come strumento di riciclaggio, oppure per transare in nero operazioni commerciali, sottraendole quindi all’imposizione fiscale. In Italia, secondo un Rapporto della Fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategie Analysis) e della Guardia di Finanza, l’80% delle banconote da 500 euro circola nelle zone tipiche di import-export di capitali, ovvero il confine italo-svizzero, la provincia di Forlì (che confina con la Repubblica di San Marino) e il Triveneto. Circa 2 anni fa depositai una mozione per impegnare il Governo presso le istituzioni dell’Unione Europea per l’abolizione della banconota da 500 euro”.

“Adesso bisogna lavorare per superare le resistenze in sede europea. A beneficiarne ne sarebbe il sistema Europa nel suo complesso”, conclude.