Economia

Bankitalia, Visco alla politica: “Serve sforzo eccezionale non promesse”

Bankitalia, Visco alla politica: "Serve sforzo eccezionale non promesse"

Bankitalia, Visco alla politica: “Serve sforzo eccezionale non promesse”

ROMA – Debito pubblico e crediti deteriorati rendono vulnerabile l’Italia. Parola di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia che nelle sue Considerazioni Finali, ha chiesto alla politica un nuovo sforzo eccezionale per superare la crisi. “La centralità è il lavoro”, ha detto Visco. Perché è qui che si vede “l’eredità più dolorosa della crisi”.

Niente retromarce, dunque. Anzi: avanti con le riforme. “Gli squilibri vanno corretti tempestivamente, altrimenti prima o poi si pagano – incalza il governatore – Sul terreno delle riforme, su quello della finanza pubblica, per le banche servono altri passi in avanti”. E soprattutto niente promesse irrealizzabili: “Il consenso va ricercato con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà”. Perché l’Italia viene “dagli anni peggiori della sua storia in tempo di pace”, le conseguenze della doppia recessione sono state “più gravi di quelle della crisi degli anni ’30”. Ma il Paese ce la può ancora fare: è possibile riportare il debito pubblico sotto il 100% in 10 anni.

“L’adeguamento strutturale dell’economia – rileva ancora – richiede di continuare a rimuovere i vincoli all’attività d’impresa, incoraggiare la concorrenza, stimolare l’innovazione” mentre sul fronte della spesa pubblica “deve tornare a crescere la spesa per investimenti pubblici in calo dal 2010”.

Ad ascoltare Visco in prima fila c’è Mario Draghi, ex numero uno di via Nazionale e attuale presidente della Bce.  Il governatore lo ha salutato: “Dò il benvenuto al presidente Bce”, quando nella relazione ha affrontato il tema delle misure straordinarie decise da Francoforte nel 2014 che hanno “contrastato con successo i rischi di una spirale deflazionistica”. Accanto a Draghi sono seduti l’ex premier Mario Monti e la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. In prima fila anche l’ex titolare dell’Economia e di di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, l’ex premier Lamberto Dini e l’ex governatore Antonio Fazio.

Ecco i punti principali del discorso di Visco sintetizzati dall’Ansa:

Debito pubblico e Npl – Il debito pubblico e i crediti cosiddetti deteriorati “riducono i margini di manovra dello stato e degli intermediari finanziari; entrambi rendono vulnerabili l’economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche”. Visco sottolinea che “l’elevato debito pubblico è un fattore di vulnerabilità grave, condiziona la vita economica del paese”.

Priorità lavoro –  “La questione del lavoro è centrale” ed è soprattutto su questo mercato che “vediamo l’eredità più dolorosa della crisi”. Secondo Visco nell’ultimo biennio si sono registrati miglioramenti grazie anche agli sgravi contributivi. Parlando delle misure di riduzione dei costi adottate in passato, per Visco, “i pur significativi benefici in termini di occupazione si sono rivelati effimeri perché non sono stati accompagnati dal necessario cambiamento strutturale di molte parti del nostro sistema produttivo”.

Ue e le norme – “Non possiamo correre il rischio di intaccare la fiducia nelle banche e nel risparmio da esse custodito” a causa degli interventi delle autorità con le norme Ue che hanno segnato “una brusca cesura”, afferma il governatore di Banca d’Italia, ricordando come “nell’applicazione delle nuove regole occorre evitare di compromettere la stabilità finanziaria” e nel “rispetto dei principi alla base del nuovo ordinamento europeo” gli interventi devono “preservare il valore dell’attività bancaria”.

“Manca un efficace azione di coordinamento” fra i diversi soggetti nazionali e sovranazionali sulla “gestione” delle crisi bancarie, lamenta il governatore della Banca d’Italia che ricorda come in Italia negli scorsi anni si sono “superate fasi di tensione anche gravi senza danni per i risparmiatori e per il sistema creditizio nel suo complesso”.

Bankitalia e le critiche – “La Banca d’Italia negli ultimi anni è stata criticata anche in maniera aspra, siamo stati accusati di non aver capito cosa accadeva o di essere intervenuti troppo tardi. Non sta a me giudicare, posso solo dire che l’impegno del direttorio è stato massimo”. Così il governatore di Bankitalia parlando a braccio nel corso delle sue considerazioni finali.

L’Euro – “E’ un’illusione pensare che la soluzione dei problemi economici azionali possa essere più facile fuori dall’Unione economica e monetaria. L’uscita dall’euro, di cui spesso si parla senza cognizione di causa, non servirebbe a curare i mali strutturali della nostra economia; di certo non potrebbe contenere la spesa per interessi, meno che mai abbattere magicamente il debito accumulato. Al contrario, essa determinerebbe rischi gravi di instabilità”.

Pil e la crisi economica – Le conseguenze della doppia recessione sono state più gravi di quelle della crisi degli anni Trenta. “Agli attuali ritmi di crescita il Pil tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio”. Visco ha ricordato che “in Italia l’espansione dell’economia, ancorché debole, si protrae da oltre due anni”, tuttavia restiamo indietro rispetto ai nostri partner in Europa. L’aumento del Pil nell’area euro “dovrebbe essere prossimo, quest’anno, al 2%, circa il doppio del nostro paese”.

“L’esigenza di superare la crisi ha sollecitato, sollecita ancora, uno sforzo eccezionale”. Non minore è l’impegno necessario per ritrovare un sentiero di crescita stabile ed elevata, per risolvere la questione del lavoro, così difficile da creare, mantenere, trasformare, questione centrale dei nostri giorni non solo sul piano dell’economia”.

Riforme, conti e banche – “Gli squilibri vanno corretti tempestivamente, altrimenti prima o poi si pagano. Sul terreno delle riforme, su quello della finanza pubblica, per le banche servono altri passi in avanti, non retromarce”. E’ quanto chiede il governatore Visco sottolineando come “l’adeguamento strutturale dell’economia richiede di continuare a rimuovere i vincoli all’attività d’impresa, incoraggiare la concorrenza, stimolare l’innovazione” mentre sul fronte della spesa pubblica “deve tornare a crescere la spesa per investimenti pubblici in calo dal 2010”.

Bail in – “Non c’è stata piena consapevolezza anche al livello politico” dei rischi derivanti dalle norme sul bail in e della vendita, che era “del tutto legittima” secondo le norme, delle obbligazioni subordinate delle quattro banche finite in risoluzione. Sostiene Visco nelle considerazioni finali.

Prezzi e inflazione –  “Affinché si realizzi una piena convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo della banca centrale serve ancora un grado elevato di accomodamento monetario”. Secondo Visco “la revisione dell’orientamento della politica monetaria, da attuarsi con la necessaria gradualità, dovrà costituire la conferma che crescita della domanda e stabilità dei prezzi possono sostenersi autonomamente nel medio periodo”.

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