Economia

Bayer e Monsanto, Ue stoppa maxi fusione: indagini sulla concorrenza

Bayer e Monsanto, Ue stoppa maxi fusione: indagini sulla concorrenza

Bayer e Monsanto, Ue stoppa maxi fusione: indagini sulla concorrenza

BRUXELLES – L’Unione europea blocca la maxi-fusione tra Bayer e Monsanto, che, se si realizzasse, darebbe vita al colosso agrochimico più grande al mondo di sementi (soprattutto ogm) e pesticidi.

L’Antitrust europea ha deciso di prendere più tempo e, anziché dare il suo ok, ha aperto un‘indagine approfondita a causa proprio delle preoccupazioni di concorrenza che l’operazione solleva in un settore chiave per la produzione agroalimentare globale.

Questo, tra l’altro, sta vedendo da un anno a questa parte un processo di concentrazione intensivo con le operazioni DuPont-Dow Chemical e ChemChina-Syngenta, al punto che, denuncia Coldiretti, se arrivasse il via libera a Bayer-Monsanto, il 63% di tutte le sementi e il 75% degli agrofarmaci si troverebbero nelle mani di sole tre multinazionali al mondo.

L’acquisizione da 56 miliardi di euro dell’americana Monsanto da parte della tedesca Bayer ha suscitato “preoccupazioni preliminari” in materia di concorrenza a Bruxelles, che non ha ritenuto sufficienti gli impegni di vendita di alcuni asset – non resi noti finora – proposti a fine luglio dalle due società.

L’Antitrust Ue ha infatti evidenziato che il nuovo gigante avrebbe la leadership assoluta nei settori degli erbicidi non selettivi, delle sementi e dei tratti genetici agronomici, oltre che nell’agricoltura digitale, con il rischio di “ridurre la concorrenza in una serie di diversi mercati che porterebbero a prezzi più alti, qualità inferiore, meno scelta e meno innovazione”.

E’ infatti Monsanto, per esempio, il produttore del glifosato, l’erbicida ora sotto la lente per i potenziali rischi per la salute, mentre è Bayer a produrre il glufosinato d’ammonio, una delle poche alternative esistenti.

La stessa dinamica di concorrenza diretta tra le due vale per le tipologie di semi sul mercato, dalla colza al cotone, e per quello dei tratti genetici, che consentono la creazione di piante resistenti o tolleranti ai pesticidi o con determinate caratteristiche fisiche.

Bruxelles vuole poi capire se l’accesso ai concorrenti del futuro maxicolosso dell’agrochimica da parte di agricoltori e distributori diventerà più difficile. La Commissione europea ha ora tempo sino all’8 gennaio 2018 per prendere una decisione finale sulla fusione, mentre la Bayer resta fiduciosa di riuscire a chiudere lo stesso l’operazione entro il 2017 come inizialmente previsto.

“La società si aspettava un’ulteriore revisione”, si legge in una nota, e ora “si aspetta di continuare a lavorare in modo costruttivo con la Commissione europea per ottenere la sua approvazione entro la fine dell’anno”.

Anche le fusioni DuPont-Dow e ChemChina-Syngenta erano passate da un primo stop di Bruxelles che aveva ugualmente aperto indagini approfondite. Queste erano poi state chiuse positivamente dopo gli impegni presi dalle società per disinvestire alcuni settori chiave come pesticidi e ricerca nel primo caso, e pesticidi e concimi nel secondo.

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