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Bce, stop a banconota 500 euro dal 2018

FRANCOFORTE – La Bce ha deciso: addio banconote da 500 euro. L’emissione del taglio più alto della moneta unica verrà interrotta intorno alla fine del 2018, fanno sapere da Francoforte. Alla fine, insomma, il governatore Mario Draghi ha avuto la meglio sullo scetticismo tedesco.

Del resto era da tempo che il numero uno della Banca centrale europea sottolineava le preoccupazioni per l’uso di questa banconota per attività illegali e riciclaggio. La banconota da 500 euro rappresenta appena il 3% degli scambi ma un’enormità, in termini di valore, quasi 300 miliardi di euro, il 30% di tutto il contante.

Ma la Germania non voleva che si dicesse addio a questo grosso taglio, parlava di spese eccessive per stampare banconote da 50, 100 e 200 euro per arrivare allo stesso ammontare prodotto da quelle da 500 euro e prefigurava persino “la morte della libertà”. Alla fine, comunque, il consiglio direttivo di Francoforte ha seguito la linea di Draghi.

Come ha scritto Tonia Mastrobuoni su la Repubblica,

“il pathos non meravigli: sui contanti, i tedeschi sono il popolo più nostalgico del mondo. E in queste settimane hanno messo insieme i dossier più disparati per alimentare una paranoia atavica: quella che qualcuno voglia strappare loro di mano per sempre monetine e banconote. Come scrisse non la popolare Bild, ma la borghesissima Frankfurter Allgemeine Zeitung in un vibrante editoriale: ‘I contanti sono la libertà'”.

 

La banconota da 500 euro manterrà sempre il suo valore e potrà essere cambiata presso le banche centrali dell’Eurosistema per un periodo di tempo illimitato, precisano dall’istituto centrale.

Lo stop all’emissione delle 500 euro coinciderà con l’entrata in circolazione dei nuovi tagli da 100 e 200 euro. Tutte le altre banconote, dalle 5 fino alle 200 euro, resteranno in circolazione. “L’Eurosistema, che comprende la Bce e le banche centrali nazionali dell’area dell’euro, adotterà le misure necessarie per assicurare che le restanti denominazioni siano disponibili in quantità sufficienti”.

 

 


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