Economia

Benzina, rincaro in vista di 2 centesimi. Il pieno più caro d’Europa

Benzina, rincaro in vista di 2 centesimi. Il pieno più caro d'Europa

ROMA – Benzina, rincaro in vista di 2 centesimi. Il pieno più caro d’Europa. Nonostante il primato del pieno benzina più caro d’Europa a causa del peso delle accise sui carburanti, il Governo si prepara a nuovo ritocco per ottemperare alle richieste di Bruxelles sulla tenuta dei conti. Un ritocco verso l’alto che dovrebbe valere 2 centesimi a litro che dovrebbe garantire un gettito di 800 milioni di euro.

Il condizionale è d’obbligo perché, si spera, un aiuto potrebbe giungere dalle previsioni sull’andamento del Pil alla fine di febbraio e il dato aggregato definitivo del 2016: se ci fosse un incremento rispetto al +0,8% registrato nella nota di aggiornamento del Def, allora il rincaro sarà evitato.

Il pieno benzina più caro d’Europa. Tra i primati negativi dell’Italia c’è anche quello del ‘pieno’ benzina mensile più caro d’Europa, un record legato principalmente alle elevate tasse e accise che da noi gravano sul carburante. A rivelarlo è lo studio Car Cost Index di LeasePlan, condotto in 24 Paesi del Vecchio Continente, che assegna all’Italia anche il secondo posto, dopo la Norvegia, per i costi di possesso di un’auto a benzina.

”Sulla base di un chilometraggio annuale di 20.000 chilometri – precisa lo studio – la spesa media per la benzina in Europa è di 100 euro al mese, mentre vengono spesi 67 euro per il gasolio. L’Italia si situa al primo posto con 136 euro mensili per i veicoli alimentati a benzina. Con soli 54 euro al mese, invece, i conducenti della Russia possono godere del ‘pieno’ più economico, grazie alle notevoli riserve petrolifere della nazione. Il Paese meno costoso per il diesel è invece la Polonia, con 49 euro al mese”.

Il Car Cost Index di LeasePlan analizza gli elementi che concorrono al costo totale dei veicoli nel segmento delle auto di piccole e medie dimensioni, come Renault Clio, Opel Corsa, Volkswagen Golf e Ford Focus. In particolare la ricerca confronta tra loro il prezzo di acquisto, il costo di deprezzamento, la riparazione e manutenzione, l’assicurazione, le imposte e le spese di carburante, inclusi gli pneumatici invernali, ove richiesto dalle leggi in vigore.

L’analisi effettuata basa i suoi risultati sui primi tre anni di costi operativi. In questo caso l’Italia sale, appunto, sul secondo gradino del podio della classifica Leaseplan: con 678 euro spesi ogni mese, gli automobilisti del Belpaese che guidano vetture a benzina sono secondi solo ai norvegesi (708 euro), precedono di un soffio i danesi (673 euro) e quasi doppiano gli ungheresi, buoni ultimi a quota 364.

Proprio per il costo per il possesso, la ricerca evidenzia, quindi, un divario sino a 344 euro al mese tra il Paese dove è più caro guidare un’auto a benzina e quello dove, invece, è più economico. In questo caso sono i costi di deprezzamento a rappresentare la voce con la maggiore incidenza, seguiti dalle imposte di circolazione e dall’IVA.     Riguarda alle vetture diesel, con 695 euro al mese sono gli olandesi a pagare di più nel continente per i costi di possesso dell’auto, mentre con 369 euro al mese gli ungheresi si confermano i meno tartassati.

Lo studio evidenzia una forte correlazione, nei Paesi dove è più costoso guidare un’auto (Italia, Paesi nordici e Olanda), tra l’elevato costo complessivo e le alte imposte di circolazione e di IVA. Mentre il contrario accade in quelli dove la guida di un veicolo è più economica, che risultano essere anche i meno tassati (Ungheria, Repubblica Ceca e Romania).

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