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Bilancio, la lettera Ue è arrivata. E bacchetta l’Italia

BRUXELLES – Alla fine la lettera dell’Unione europea all’Italia con la richiesta di informazioni sulla legge di bilancio 2017 è arrivata. E non usa toni teneri. Nella missiva firmata dal vicepresidente della commissione europea Valdis Domrovskis e dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici si chiede di chiarire entro giovedì prossimo a quanto ammontano le ‘spese eccezionali’ per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perché le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Dbp si scostano in modo così “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera.

 

Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che “il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017″ è “negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o più raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessità di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali è stata riconosciuta una flessibilità addizionale per il 2016″.

Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles è al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp.

Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi (Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania) per i quali è stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilità e dell’obiettivo di bilancio a medio termine.

La Commissione europea “intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale” del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e “i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza” nel corso del processo di valutazione in atto.

La comunicazione ricevuta da Bruxelles è “assolutamente normale”, è stato la prima reazione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, secondo il quale “la manovra sarà mantenuta”. Anche perché, ha spiegato durante la registrazione del programma ‘Politics’, senza le spese per terremoti e migranti “il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima”.

Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles è stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo “molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si troverà un accordo perché nessuno può mettere in discussione le spese che l’Italia ha fatto per salvare i migranti, difendere le frontiere esterne dell’Ue e sostenere le famiglie terremotate”.(ANSA).</p>