Economia

Bonus 80 euro: 1,7 mln di italiani lo hanno dovuto restituire. Renzi: “Ma quale flop?”

Bonus 80 euro: 1,7 mln di italiani lo hanno dovuto restituire. Renzi: "Ma quale flop?"

Bonus 80 euro: 1,7 mln di italiani lo hanno dovuto restituire. Renzi: “Ma quale flop?”

ROMA – Tra gli 11,9 milioni di soggetti che avevano ottenuto il bonus di 80 euro dal datore di lavoro, circa 966.000 lo hanno dovuto restituire integralmente in sede di dichiarazione, mentre altri 765.000 soggetti hanno dovuto restituirne solo una parte. Lo rivelano i dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: si tratta di contribuenti titolari di ulteriori redditi che li hanno portati a superare la soglia fissata per avere diritto al beneficio, oppure l’imposta dovuta è risultata inferiore alle detrazioni.

Non è la prima volta: già lo scorso anno si era scatenata una accesa polemica dopo che 1,4 milioni di italiani furono costretti a restituire il “famigerato” bonus Renzi ricevuto il busta paga. A fronte dei 9 miliardi spesi, le restituzioni ammontano a 508 milioni di euro. L’inconveniente però è che la restituzione forzata da parte dei contribuenti che, in sede di dichiarazione scoprono di aver guadagnato troppo, deve avvenire necessariamente per intero, in unica soluzione: circa mille euro da restituire sull’unghia.

L’ex premier Matteo Renzi sul suo blog è tornato a difendere la sua creatura, da più parti giudicata un “flop”:

“Oltre undici milioni di persone hanno avuto diritto a questa misura. Misura che da quasi tre anni (da maggio 2014) porta nelle tasche di chi guadagna meno di 1.500 euro netti al mese un piccolo aiuto, appunto 80 euro mensili: altro che bonus o mancia elettorale, si tratta di un’entrata stabile che aumenta il potere d’acquisto e il salario della classe medio-bassa. Vi domando: ricordate una manovra di redistribuzione più corposa? Ricordate un Governo che ha fatto una misura del genere più significativa? Io no, non me lo ricordo. Noi pensiamo che questa sia stata la più grande opera di redistribuzione salariale mai fatta in Italia. Quindi una scelta di giustizia sociale. E di cosa si parla sui media? Del “flop” 80 euro. E perché mai? Perché circa un milione di persone ha dovuto restituire del tutto e circa settecentomila in parte i soldi. Il motivo? Semplice, erano fuori dalle fasce, non stavano nei parametri.

Allo stesso tempo sono un milione e trecentomila coloro che hanno scoperto di averne diritto, più altri duecentomila che hanno scoperto di averne diritto in parte e lo hanno incassato con la dichiarazione dei redditi. Complessivamente sono 507 milioni i soldi che i cittadini hanno restituito allo Stato, mentre sono 599 quelli che lo Stato ha restituito ai cittadini”, sottolinea.

“Chiaro, gli 80 euro vanno solo a chi ne ha diritto. Se uno inizia a guadagnare più di 1.500 Euro netti ci dispiace ma li deve restituire. Ma questo che cosa c’entra con il “flop” della misura? E a quelli che dicono: non è questa la priorità, altre sarebbero le tasse da abbassare! Rispondo, ok. Noi abbiamo abbassato l’Irap cancellando la componente costo del lavoro, eliminato Imu prima casa, ridotto tasse agricole e l’elenco potrebbe continuare. A tutti quelli che dicono che anche questo non va bene, una domanda: avete qualche proposta migliore? Cancellereste gli 80 euro, reintroducendo Imu e alzando l’Irap?”, conclude.

Il bonus Renzi introdotto nel 2014 con il Dl 66, spetta di diritto a tutti i lavoratori che guadagnano tra gli 8 mila e i 26 mila euro annui. Chi percepisce un reddito superiore o inferiore alle suddette soglie deve restituire la cifra, integralmente o parzialmente. Per non incorrere in fastidiosi esborsi i contribuenti che presumono di guadagnare oltre 26 mila o al di sotto degli 8 mila possono chiedere la rinuncia preventiva compilando un apposito modulo.

 

 

 

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