Blitz quotidiano
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Referendum: il No già pesa, giù Borse e banche

ROMA – Borse, Milano in rosso, pesa il referendum. Crollo Mps, subito sospeso. E’ iniziata male una settimana complicata per i mercati: domenica prossima il voto al referendum costituzionale, andamento negativo per comparto bancario (occhi puntati su Mps il cui titolo è stato sospeso nel giorno della conversione dei bond) e petrolifero, spread Italia vicino a quota 190 punti.

La tensione dei mercati in vista del referendum, tensione che si scarica soprattutto sui titoli bancari, conferma la preoccupazione degli investitori annunciata dal Financial Times che anche oggi è intervenuto sostenendo che la vittoria eventuale del No metterà a rischio otto istituti italiani (Mps, le popolari, le quattro salvate) la cui sopravvivenza è ancorata alla disponibilità degli investitori, appunto, a contribuire alla loro capitalizzazione.

Un clima di sfiducia alimentato dalla paura di nuova instabilità politica in Italia, visto che il premier Renzi, che ha indicato le soluzioni (a cominciare dalla partita Mps) per rafforzare e mettere in sicurezza il credito italiano, ha legato la sua permanenza al governo all’esito referendario. Basta leggere il prospetto informativo della banca di Siena: l’eventuale contratto di garanzia che le banche del consorzio dovessero firmare con Mps potrà essere risolto in caso “di mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica o valutaria nazionale o internazionale o nei mercati finanziari, in Italia, Stati Uniti d’America, Regno Unito o Unione Europea che, secondo il giudizio ragionevole e in buona fede della maggioranza” delle banche, sentita Mps, pregiudicherebbero in modo sostanziale il buon esito dell’Aumento.