Blitz quotidiano
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Borse asiatiche in rosso, ma in Europa si spera nella Bce

Solo nella giornata di ieri l'Europa ha bruciato 233 miliardi di euro di capitalizzazione

MILANO – Borse ancora a picco in Asia: nessuna tregua. Ma quelle europee tirano un sospiro di sollievo guardando alla riunione della Bce e sperando che il governatore Mario Draghi si dica, ancora una volta, pronto a fare di più per sostenere i mercati se necessario.

Intanto Milano apre positiva ma poi frena, con l’indice Ftse Mib che accelera, segna un rialzo ma presto azzera i guadagni. Di poco in territorio positivo le altre piazze europee, con Londra che a metà mattinata recupera lo 0,6%, Parigi lo 0,4%, Francoforte lo 0,2%. L’euro è in leggero rialzo sul dollaro a 1.09. A piazza Affari recupera anche Monte dei Paschi di Siena, che dopo le scorse giornate nere guadagna un 20%.

Continua, invece, ad allargarsi lo spread tra BTp e Bund. In avvio di seduta il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e l’omologo tedesco si è attestato a 118 punti base, a fronte dei 116 punti della chiusura di ieri. In progresso il rendimento del BTp decennale che si attesta all’1,69% dall’1,65% di ieri.

BORSE ASIATICHE NEGATIVE – Dopo la pessima giornata di ieri anche oggi i mercati asiatici hanno virato tutti in negativo. Hanno fatto un tentativo di rimbalzo che si è spento presto: hanno aperto in positivo e chiuso tutte in territorio negativo. Tokyo la peggiore, con perdite del 2,43%. Male anche Hong Kong, a meno 1,7%, mentre Shanhgai perde lo 0,9% e Singapore lo 0,93%.

Una china negativa che ha visto ieri bruciare solo in Europa 233 miliardi di euro di capitalizzazione, moltissimi eppure pochi rispetto ai 2mila miliardi di dollari andati in fumo a Wall Street dall’inizio dell’anno.

Le vendite hanno colpito tutti i settori, in primo luogo quello petrolifero e delle materie prime, colpiti dal crollo delle quotazioni del greggio, ormai sceso a 26,54 dollari a New York, e dei metalli, tutti in calo tranne l’oro e l’argento, a causa del rallentamento dell’economia della Cina, principale consumatore mondiale di materie prime.

E che la china negativa non sia ancora destinata a fermarsi lo ha fatto capire, dal World Economic Forum di Davos, la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che ha parlato di “rischi all’orizzonte maggiori del previsto a livello mondiale”: “Alla base di tutto, ha spiegato, c’è lo squilibrio tra scorte e domanda di greggio. Finché le oscillazioni del prezzo del greggio non si attutiscono i mercati saranno sempre in agitazione”. E al momento il prezzo del greggio pare lungi dallo stabilizzarsi.


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