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Borse asiatiche, nuovo tonfo: Tokyo -2,7%, Shanghai -6,4%

Le Borse asiatiche seguono l'andamento del prezzo del greggio, tornato sotto la soglia di allarme dei 30 dollari al barile. In Cina è "panic selling"

TOKYO – Borse asiatiche tornano a frenare: succede proprio mentre il prezzo del greggio torna a scendere, calando di nuovo sotto i 30 dollari al barile. E parallelamente a tutto questo si ravvivano i timori sulla crescita globale.

Tokyo ha aperto la giornata con l’indice Nikkei in ribasso di oltre il 2%, per chiudere con un calo del 2,75%, mentre lo yen si è rafforzato leggermente sul dollaro. E’ andata peggio alla borsa di Shanghai, che ha chiuso con un calo del del 6,4%.

Come ha spiegato il gestore Toshihiko Matsuno a Bloomberg,

“gli investitori vedono il crollo del greggio come un segnale del rallentamento dell’economia mondiale e del peggioramento dei mercati emergenti. Per questo, nel complesso l’umore dei mercati è in peggioramento”.

In Cina, spiega Stefano Carrer sul Sole 24 Ore, è ‘panic selling‘ nonostante la Banca centrale abbia iniettato 67 miliardi di dollari nel sistema finanziario attraverso finanziamenti a breve termine per evitare una possibile crisi di liquidità proprio a pochi giorni delle festività per il capodanno lunare.

 

In Giappone sono invece attese per venerdì 29 gennaio le decisioni della Banca centrale, con il ministro delle politiche economiche e fiscali, Akira Amari, che rischia di doversi dimettere in seguito ad uno scandalo su alcuni finanziamenti irregolari.

Oggi, martedì 26 gennaio, inizia invece il meeting di un altro istituto centrale, l’americana Federal Reserve: occhi puntati sulla manovra in corso per normalizzare i tassi di interesse.

Intanto dopo la Cina, anche la quarta economia asiatica, quella sudcoreana, va incontro a una sensibile frenata: il Prodotto interno lordo nel quarto trimestre è salito solo dello 0,6% sul trimestre precedente, leggermente al di sotto delle attese. Nel 2015 la crescita di Seul si è fermata al 2,6%.

 


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