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Borse, l’ora più nera: dalle 9 alle 10 del mattino -5%

Borse, la giornata di ieri all'alba dei mercati finanziari è già un'eccezione. Ma evidentemente non ci credeva nessuno

MILANO – Borse, l’ora più nera: dalle 9 alle 10 del mattino -5%. La giornata di ieri all’alba dei mercati finanziari è già un’eccezione. Ma evidentemente non ci credeva nessuno, non appena le Borse del continente si sono aperte, ed è arrivata la notizia che la borsa di Honk Kong ha perso il 4 per cento, è cominciata un’altra giornata di passione.

Si vende freneticamente e i listini calano, ecco qualche numero relativo alle 9 del mattino: il Ftse Mib precipita e arriva a perdere il 5%. Sospese Ubi, Mediobanca, Banco Popolare, Mps a cui si aggiungono Unipolsai, Anima Holding e Azimut.

Spiega Repubblica:

A spingere in terreno negativo i listini è ancora una volta il prezzo del petrolio che cala a 27,05 dollari al barile, dopo aver toccato un minimo di 26,85 dollari. A dimostrazione che la situazione resta tesa continua la crescita dell’oro, bene rifugio per eccellenza, che sale in area 1.215 dollari l’oncia. Gli investitori faticano a digerire le parole del numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, che ieri davanti al Congresso Usa non ha nascosto i suoi timori sulla tenuta dell’economia mondiale. Probabile quindi che vengano ritardadi i piani di rialzo dei tassi di interesse anche se – almeno per il momento – Yellen esclude di dover ricorrere a nuove manovre espansive come un nuovo taglio dei tassi. Stando ai future sui fed funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulle decisioni della banca centrale Usa, le probabilità di un aumento del costo del denaro nel dicembre 2016 sono salite al 39% dal 32% precedente alla diffusione del testo del discorso di Yellen.

 


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