Economia

Borse, rimbalzo dopo Brexit. Milano +3,3%

Borse, rimbalzo dopo Brexit. Milano +3,3%

Borse, rimbalzo dopo Brexit. Milano +3,3%

MILANO – Dopo i due giorni di passione seguiti all’esito del referendum sulla Brexit nel Regno Unito arriva il rimbalzo per le Borse europee, Milano in testa: dopo che lunedì aveva perso quasi il 4% Piazza Affari recupera il 3,3%, anche se il saldo resta negativo: l’indice Ftse Mib ha perso il 13,1% da venerdì scorso. Positive anche le altre piazze europee, con Londra che chiude in crescita del 2,7% Parigi del 2,6% e Francoforte dell’1,9%.

Gli acquisti sono andati su tutti i settori, con le banche in prima linea (le stesse che avevano accusato le maggiori perdite nei giorni scorsi), a partire da quelle greche con Alpha che ha messo a segno guadagni a doppia cifra (+11,2%) alla Borsa di Atene (+3,7%). Seguono Bank of Ireland (+10,5%) e la spagnola Bankia (+7,9%).

Non sono da meno quelle di Piazza Affari con Ubi che è balzata del 9% all’indomani del piano industriale. Bene anche Bpm (+5,6%) che ha allungato rispetto alla promessa sposa, Banco Popolare (+1,8%). Tra le big Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 4,7%, mentre UniCredit ha chiuso in rosso dell’1,5% scontando l’incertezza al vertice. Male anche Bper che ha perso il 2,3%. Al palo Yoox Net A Porter (+0,10%) sui timori che la Brexit possa pesare sui ricavi del gruppo dell’e-commerce. Da segnalare infine i rialzi di Leonardo Finmeccanica (+7%) e Telecom (+5,2%).

San raffaele

Che il vecchio continente prenda le distanze dal Regno Unito lo si vede anche nella decisione della Bafin, equivalente in Germania della Consob, di frenare sull’accordo tra London Stock Exchange e Deutsche Boerse, che dovrebbe portare ad una super Borsa, con sede a Londra. “E’ difficile da immaginare che la borsa più importante nell’Eurozona sia controllata da una città che si trova all’esterno dell’Unione”, ha detto il presidente della Bafin, Felix Hufeld, che, a margine di una conferenza a Francoforte ha rilevato la “necessità di un riaggiustamento”.

Il voto degli azionisti sul progetto è atteso per luglio e dovrà anche passare per il vaglio e l’approvazione di oltre 20 autorità, tra cui l’Autorità la concorrenza europea. In questo processo la Bafin tedesca non riveste un ruolo formale, ma la sua opinione è comunque rilevante in Germania.

 

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