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Borse, tonfo Piazza Affari: Stato garante non convince

I titoli bancari trascinano giù Piazza Affari, che chiude con il Ftse Mib in calo del 3,49%

MILANO – Banche, lo Stato garante per i crediti deteriorati non convince i mercati, e le borse affondano. Sono stati proprio i titoli degli istituti di credito a far crollare Piazza Affari, che ha chiuso la giornata di giovedì 28 gennaio con il Ftse Mib che ha perso il 3,49% a 18.189 punti. Male anche le altre piazze europee, anche se non così tanto: Parigi ha terminato le contrattazioni con il Cac 40 in calo dell’1,33%, a Francoforte l’indice Dax ha chiuso a -2,44%, a Londra l’indice Ftse 100 ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,98%.

Il meccanismo di garanzia pubblica sulle sofferenze bancarie messo a punto dal ministero del Tesoro di di concerto con l’Unione europea che dovrebbe scattare entro la fine di marzo lascia scettici gli investitori. Così a Milano i titoli peggiori sono quelli di Bpm (-9,8%), Bper (-7,5%) e Mps (-7,8%), mentre gli unici titoli positivi sono quelli del comparto petrolifero, come Eni (+0,2%), Tenaris (+0,3%), Saipem (+3%).

Sul mercato valutario l’euro viene cambiato a 1,095 dollari (mercoledì era 1,0866) e 129,91 yen (129), mentre il dollaro-yen è quasi stabile a 118,6 (118,74).

Sul mercato obbligazionario lo spread tra Buoni del Tesoro decennali italiani e omologhi Bund tedeschi resta sopra i 100 punti base (rendimenti dei bond dell’Eurozona).

Spiega il Sole 24 Ore:

“In Europa non migliora il quadro generale il peggioramento della fiducia delle imprese nell’Eurozona. A gennaio il sentimento economico (Esi) è «marcatamente sceso» sia nell’eurozona che nell’Ue nel suo insieme, e l’Italia ha segnato uno dei maggiori cali. Sono i dati della Dg Ecfin della Commissione Ue. Nei 18 l’indicatore è sceso di 1,7 punti per arrivare a 105, e nei 28 di 1,8 per arrivare a 106,7 punti. Tra le principali economie dell’eurozona, i cali più significativi sono stati registrati in Spagna (-4,1 punti), Germania (-2,1 punti) e Italia (-1,7 punti), mentre gli aumenti maggiori sono avvenuti in Francia (+1,1 punti) e Olanda (+0,6 punti). A gennaio è peggiorato anche il clima delle imprese (Bci) nell’eurozona. Il calo dell’indicatore è stato di 0,1 punti, per raggiungere quota +0,29″.

 


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