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Borse, venerdì nero. Crollo petrolio brucia 260mld in Europa

MILANO – Venerdì nero per le Borse: il tonfo del petrolio a New York, scivolato nuovamente sotto la soglia dei 30 dollari al barile, e la nuova caduta dei listini asiatici, fa crollare anche le Borse europee che in un solo colpo hanno bruciato 260 miliardi di capitalizzazione. L’indice Stoxx 600 ha perso il 2,82%, scivolando sui minimi di un anno fa in scia ai timori legati alla crescita globale e soprattutto al crollo del petrolio. A Milano, l’indice Ftse Mib ha chiuso l’ultima seduta dell’ottava con un calo del 3,07% a 19.195 punti. Madrid, maglia nera segna -3,18%. Seguono Francoforte che perde il 2,54%, Parigi, che chiude a -2,38% e Londra giù dell’ 1,93%.

Anche Oltreoceano le cose vanno male. Wall Street affonda, con gli indici americani che perdono oltre il 3%. Il Dow Jones perde il 3,02% a 15.880,36 punti, il Nasdaq cede il 3,88% a 4.436,49 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,08% a 1.862,61 punti.

A Piazza Affari, tra i peggiori titoli, protagonisti anche di sospensioni al ribasso, si segnalano Mps (-6,7%), Yoox Net-a-Portér (-6,5%), Tenaris (-6,2%) e Finmeccanica (-4,7%). Male anche la galassia Agnelli con Fca che è arretrata del 2,78%, Ferrari del 3,27% ed Exor (-5,55%). Tra gli altri congelati al ribasso risultano anche la Bper (-5,14%), Banca Mediolanum (-3,75%). Forti vendite anche su Telecom (-5,5%) nel giorno in cui è emerso che Vivendi ha incrementato la quota di un altro 0,8% circa, arrivando oltre il 21%. L’unico titolo a chiudere intorno alla parità è stato invece quello di Italcementi (+0,10 a 10,20 euro) in vista dell’Opa di HeidelbergCement di 10,60 euro per azione.

Come anticipato nei giorni scorsi dal premier russo Dmitri Medvedev, il crollo della bolletta petrolifera mette in crisi anche Borsa di Mosca. L’indice Rts in dollari perde il 6,18%, mentre l’indice Micex fa registrare una flessione di quasi il 5% scendendo sotto i 1.600 punti per la prima volta dal luglio del 2015. A picco anche il rublo che durante la giornata è sprofondato ai minimi storici contro il dollaro statunitense: il cambio dollaro/rublo è pari a 77,60, mentre il cross euro/rublo è arrivato a 85 sfiorando i massimi del dicembre 2014 toccati a 88.

I mercati di tutto il mondo sembrano in preda alla sindrome cinese. Shanghai oggi affronta un nuovo scossone (-3,55%) – entrato ormai in una fase definita dell’Orso o discendente. Hong Kong perde l’1,35%, con la valuta locale indirizzata verso i peggiori cali segnati in due giorni dal 1992: il dollaro di Hong Kong ha perso oggi lo 0,1%, dopo i cali dello 0,3% giovedì.

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