Blitz quotidiano
powered by aruba

Brexit spaventa Bce e Fed. Financial Times vota “Remain”

ROMA – Brexit spaventa Bce e Fed. Financial Times vota “Remain”. Un’eventuale Brexit rappresenta un rischio per la crescita dell’Eurozona. Lo dice ripetutamente la Bce nel suo bollettino, secondo cui “i rischi al ribasso sono ancora connessi all’andamento dell’economia mondiale, all’imminente referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea e ad altri rischi geopolitici”. La stessa crescita inglese “è potenzialmente limitata dall’incertezza circa il referendum”. Le ultime stime della Bce danno una crescita dell’1,6% nel 2016 e dell’1,7% nel 2017 e nel 2018.

Federal Reserve ferma sui tassi. Anche sull’altra sponda dell’Atlantico l’incognita Brexit blocca le decisioni dell’omologo di Draghi, il capo della Federal Reserve Janet Yellen che ieri ha ha mantenuto i tassi invariati e annunciato che il costo del denaro salirà, ma con una progressione più lenta. E proprio l’incertezza sul referendum della Brexit “è uno dei fattori che ha pesato sulla decisione” di mantenere invariato il costo del denaro, afferma Janet Yellen, sottolineando che un eventuale addio della Gran Bretagna all’Ue potrebbe avere ripercussioni sull’economia e sulla finanza globale.

Per un presidente della Fed si tratta di una ammissione irrituale sul fatto che la Fed, nelle sue scelte, considera anche il resto del mondo e non solo l’economia americana. Una tendenza che si è accentuata di recente, esponendo la Fed a non poche critiche. Molti osservatori ritengono infatti che la Fed sbagli a guardare troppo all’estero, e la prova è l’attuale livello dei tassi di interesse che e’ inadeguato per lo stato di salute dell’economia americana. La Brexit ma anche la rallentata velocità del mercato del lavoro americano a fronte di un’accelerazione della crescita, spingono la Fed a rivedere al ribasso le stime di crescita per quest’anno al 2% dal +2,2% previsto in marzo.

Il Financial Times vota “Remain”. “Il voto deve essere Remain”: uscire dall’Ue “sarebbe per la Gran Bretagna un atto gratuito di autolesionismo”. Non ammette dubbi l’editoriale con il quale il Financial Times, voce autorevole della City di Londra, formalizza oggi la propria scelta di campo a favore del mantenimento dei legami del Regno Unito con Bruxelles e contro la Brexit in vista del referendum britannico in calendario il 23 giugno, tra una settimana esatta.