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Brian Chesky (Airbnb): “Siamo un fattore di crescita. Sfruttiamo case vuote, rilanciamo interi quartieri”

ROMA – Brian Chesky, fondatore e amministratore di Airbnb, ha parlato a Massimo Gaggi del Corriere della Sera. Un incontro con alcuni giornalisti ed esperti al quale ha partecipato il Corriere. Il numero uno di Airbnb, un’azienda valutata, secondo le stime più recenti, 30 miliardi di dollari, cioè più della capitalizzazioni dei gruppi alberghieri Hilton, Sheraton e Marriott messi insieme, non si è tirato indietro davanti a domande spinose sulla tendenza di Airbnb a forzare le regole fissate da Stati e città.

Ecco uno stralcio dell’intervista.

Avete un enorme successo, ma la vostra formula è contestata non solo nella vecchia Europa, ma anche qui, a San Francisco, e a New York.

“Per rivitalizzare quartieri residenziali nei quali, con l’e-commerce, ci saranno sempre meno negozi e supermarket. Sempre meno Walmart e sempre più bar, trattorie e luoghi di intrattenimento: chi arriva in questi alloggi aiuta i residenti che affittano, ma crea anche un mercato per l’apertura di nuovi locali”.

La sensazione, però, è che con molte amministrazioni Airbnb cerchi scorciatoie, ignorando le norme locali.

“Entriamo con durezza? Non direi. A volte fatichiamo a farci capire, troviamo amministrazioni che non vedono il valore della sharing economy: non si rendono conto che è un fenomeno appena iniziato e che ha un grande futuro. E poi ogni città ha regole diverse, vuole essere diversa. A San Francisco abbiamo vita dura, a Tokyo c’è l’atteggiamento opposto. Vi rendete conto? Nel mondo ormai siamo in 50 mila località, offriamo 2 milioni di annunci, ci confrontiamo con 700 sistemi fiscali diversi e con un numero infinito di sistemi di registrazione e di ispezione” […]

 


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