Economia

Buoni pasto, passa il cumulo: si possono usare fino a 8 tutti assieme

Buoni pasto, passa il cumulo: si possono usare fino a 8 tutti insieme

Buoni pasto, passa il cumulo: si possono usare fino a 8 tutti insieme

ROMA – Sì al cumulo dei buoni pasto: se ne potranno spendere fino a 8 tutti insieme alla cassa di un supermercato o al ristorante. Al rientro delle vacanze estive i lavoratori troveranno la bella sorpresa: il decreto del Mise, datato 7 giugno, è stato infatti pubblicato giovedì 10 agosto in Gazzetta Ufficiale ed entrerà ufficialmente in vigore dal 9 settembre.

Il decreto certifica quella che è una prassi consolidata da tempo: se infatti formalmente su ticket e tessere elettroniche è scritto a chiare lettere che i buoni non sono cumulabili, in molti esercizi commerciali la somma era concessa comunque. Con l’arrivo dei buoni elettronici però era scattato l’allarme: essendo tracciabili si temeva che lo stop sarebbe divenuto effettivo.

Di qui il provvedimento, preparato già a febbraio scorso, che smorzava il limite stringente di un ticket per volta. La grande distribuzione fin da subito aveva chiesto la assoluta abolizione del divieto di cumulo. Ma gli esercenti più piccoli, come bar e ristoranti, hanno chiesto comunque di fissare un’asticella per non far scappare tutti i lavoratori in pausa pranzo dai bar al supermercato.

Il Mise aveva inizialmente fissato un limite a dieci ticket. Ma il Consiglio di Stato, che ha sdoganato il provvedimento con parere favorevole, ha suggerito una “pur lieve riduzione”, ricordando che il buono pasto non può essere utilizzato come “una sorta di buono spesa universale e surrogato del danaro contante”.

Il decreto, all’articolo 3, elenca la tipologia di esercizi presso i quali si possono usare i buoni. Tutti quelli legittimati ad esercitare la somministrazione di cibo e bevande; l’attività di mensa aziendale ed interaziendale; la vendita al dettaglio di alimentari, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi i mercati); gli spacci aziendali; i mercati agricoli ed ittituristici; gli agriturismi.

L’articolo 4 invece chiarisce che i ticket, “sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato”.

Restano “non cedibili” e non convertibili in denaro e sono “utilizzabili solo dal titolare”. Si possono utilizzare solo “per l’intero valore facciale”, ovvero il valore stampato sul buono stesso e che comprende l’Iva. Niente resto, quindi.

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