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Calenda: “Industria 4.0 aiuterà le imprese a rilanciare la competitività”

ROMA – “Il pacchetto Industria 4.0 aiuterà le imprese italiane a rilanciare la capacità competitiva, attraverso gli investimenti: farà ripartire l’economia anche a fronte di un commercio mondiale che nel migliore dei casi resterà piatto”. Parola del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervistato da Repubblica.

Il ministro ha aggiunto che “quello che rischia di bloccare la crescita in Italia ma anche in Europa è proprio la mancanza di investimenti. E noi abbiamo creato un sistema di incentivi destinato a chi investe. Se non investi non spendo niente”, ha sottolineato Calenda. Con il pacchetto del governo, “proponiamo un patto di fiducia: noi incentiviamo l’investimento, chiediamo che le industrie facciano la loro parte”. Quanto al Fisco: “Sì alla semplificazione dei regimi fiscali, se non nasconde un aumento”, ha ammonito ricordando che “dal 2017 abbassiamo anche l’Ires”. Un tema centrale in questi giorni è quello della definizione dei parametri delle Finanze pubbliche: “Avremmo bisogno oggi di fare più deficit per investire ma per fare ciò oggi bisognerebbe cambiare le regole del fiscal compact. Finché le regole non cambiamo noi le rispetteremo ma combatteremo per cambiarle”, ha spiegato Calenda durante il videoforum, sottolineando la necessità in Europa “di uno straordinario new deal” che preveda “investimenti pubblici e privati”. Gli investimenti, rileva, “non sono solo una variabile economica ma anche politica”.

Per il ministro, la priorità per la crescita italiana è quindi tornare a investire. Il ministro ha aggiunto che “quello che rischia di bloccare la crescita in Italia ma anche in Europa è proprio la mancanza di investimenti. E noi abbiamo creato un sistema di incentivi destinato a chi investe. Se non investi non spendo niente”, ha sottolineato Calenda. Con il pacchetto del governo, “proponiamo un patto di fiducia: noi incentiviamo l’investimento, chiediamo che le industrie facciano la loro parte”. Quanto al Fisco: “Sì alla semplificazione dei regimi fiscali, se non nasconde un aumento”, ha ammonito ricordando che “dal 2017 abbassiamo anche l’Ires”.

Un tema centrale in questi giorni è quello della definizione dei parametri delle Finanze pubbliche: “Avremmo bisogno oggi di fare più deficit per investire ma per fare ciò oggi bisognerebbe cambiare le regole del fiscal compact. Finché le regole non cambiamo noi le rispetteremo ma combatteremo per cambiarle”, ha spiegato Calenda durante il videoforum, sottolineando la necessità in Europa “di uno straordinario new deal” che preveda “investimenti pubblici e privati”. Gli investimenti, rileva, “non sono solo una variabile economica ma anche politica”.

Tra le prime sollecitazioni del pubblico è arrivata quella sulle lungaggini che hanno caratterizzato la legge sulla Concorrenza, ancora stagnante in Parlamento nonostante la portata rivoluzionaria che le era attribuita. “E’ un testo che ho ereditato e sul quale avrei osato di più, come sulle liberalizzazioni dei farmaci di fascia C”, ha detto Calenda spiegando che il testo tornerà in agenda soltanto dopo il referendum costituzionale. “C’è un problema nel meccanismo di creazione della legge sulla concorrenza. Un decreto legge sarebbe senza dubbio più incisivo, poi è possibile lavorare con i provvedimenti settoriali che affrontano i singoli ampi”.

Parlando dell’Ice, Calenda ha annunciato che nella Stabilità verranno introdotte 50 assunzioni per potenziare l’Istituto, che dovrebbe esser sempre più “orientato a soddisfare le esigenze dei ‘clienti'”, come dovrebbe accadere per tutte le Agenzie.

ll ministro non si è sottratto alle critiche sullo sbilanciamento della Manovra verso le classi più avanti con l’età, con le pensioni e l’Ape, rispetto all’attenzione verso i giovani. Calenda ha rimarcato gli interventi, a partire dai “1.400 dottorati di Industria 4.0″ che invece dimostrano l’attenzione verso la creazione professionalità per il futuro.