Blitz quotidiano
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Camusso, no referendum jobs act, sui “fannulloni” propaganda

Susanna Camusso, leader Cgil, accusa Renzi di fare solo propaganda sugli statali assenteisti. Sul jobs act: niente referendum

ROMA – Susanna Camusso, segretario della Cgil, liquida la sortita del governo per far approvare (domani 18 gennaio, ndr.) una nuova stretta sui dipendenti pubblici assenteisti, una riedizione della legge anti-fannulloni, come pura propaganda, visto che una legge già c’è. Sul jobs act, invece, esclude un referendum ma propone una battaglia Cgil più ampia, più strategica, per riappropriarsi della cultura dei diritti erosa dalle politiche liberiste.

Solo propaganda. “Le regole per licenziare i cosiddetti fannulloni – ha aggiunto la segretaria Cgil – ci sono già: mi piacerebbe che il governo dicesse perché non funzionano”. Sennò, è una campagna, si chiama propaganda”.

Jobs act: niente referendum. La Cgil non intende proporre un referendum sul Jobs Act ma è pronta a discutere su quesiti referendari su singoli punti della legge e su altre norme che hanno destrutturato in questi ultimi anni il mercato del lavoro. E’ quanto ha spiegato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, presentando oggi la Carta dei diritti universali del lavoro sulla quale gli iscritti al sindacato saranno chiamati ad esprimersi a partire da oggi.

“L’obiettivo – ha spiegato Camusso – è la ricostruzione dei diritti universali del lavoro. La progressiva destrutturazione dei diritti del lavoro è figlia di un corpo di leggi, non solo di una. Ci proponiamo – ha detto rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un referendum – un intervento più radicale” di ricostruzione dei diritti.