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Canone Rai in bolletta: lo strano addebito di 51 euro

ROMA – Fate molta attenzione al canone in bolletta: c’è uno strano addebito per i ritardatari. Negli ultimi giorni c’è stata, infatti, una pioggia di segnalazioni da parte dei consumatori che hanno lamentato pesanti irregolarità sul pagamento del canone. Pur presentando la dichiarazione, molti contribuenti hanno ricevuto lo strano addebito, non di 70 euro, bensì di 51,03 euro. Si tratterebbe del canone relativo al primo semestre.

“A tutti quelli che hanno inviato la dichiarazione prima del 16 maggio ma all’Agenzia delle entrate è arrivata dopo il giorno 16 – si legge in una nota dell’Unione nazionale consumatori – è stato comunque addebitato il primo semestre di abbonamento alla televisione”.

Angelo Scarano per Il Giornale scrive:

Che la furbata di Matteo Renzi di infilare l’odiatissimo canone nella bolletta della luca si sarebbe rivelato un pasticcio senza precedenti, era fuori da ogni dubbio. Ma che si tramutasse in un pericoloso boomerang per io consumatori, appare evidente soltanto adesso. Pare, infatti, che qualcuno stia facendo il furbetto. Le dichiarazioni relative al quadro A, presentate dal 17 maggio al 30 giugno, avevano effetto solo per il canone dovuto per il secondo semestre del 2016 e, quindi, si perdevano i primi 6 mesi di abbonamento, pari a 51,03 euro. Peccato che conti la data di partenza, e non quella di arrivo. “‘La dichiarazione – si legge nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate dello scorso 24 marzo – si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale”. Cosa che è stata poi ribadita anche nelle istruzioni allegate al modello della dichiarazione sostitutiva da compilare.

Dopo la pioggia di lamentele arrivate dai consumatori inferociti, l’Unione nazionale consumatori ha chiesto all’Agenzia delle entrate di sanare “automaticamente ed autonomamente” queste posizioni, “senza necessità che il consumatore sia costretto a presentare una domanda di rimborso”. Per Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori, è infatti “un errore dell’Agenzia dovuto alla necessità di incrociare ed allineare i dati in tempo utile per poterli trasmettere all’acquirente unico”. “Un errore, però, che non possono pagare i consumatori con la necessità di ripresentare domande e carte bollate – conclude Dona – per non parlare dei contribuenti che non correttamente informati dei loro diritti, non presenteranno nemmeno la richiesta”.